Addio a James Tolkan, il volto severo di ‘Ritorno al futuro’ e ‘Top gun’
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si è spento giovedì scorso, 26 marzo, nella sua residenza di Saranac Lake, nello Stato di New York, James Tolkan, l’attore che per generazioni di spettatori ha incarnato l’autorità più temuta e, proprio per questo, più amata del grande schermo. Aveva 94 anni, e la notizia della sua scomparsa – avvenuta in modo pacifico secondo quanto riportato da una nota pubblicata sul sito ufficiale della saga – è stata confermata da un portavoce della famiglia e dallo sceneggiatore Bob Gale, che con lui aveva condiviso il set di quella che resterà la sua interpretazione più iconica. Tolkan, va detto, non era certo un volto nuovo per Hollywood quando, nel 1985, indossò il papillon del preside Gerald Strickland per rimproverare il giovane Marty McFly. La sua carriera, iniziata nei salotti teatrali newyorchesi dove aveva studiato con giganti come Stella Adler, annoverava già collaborazioni illustri: da Serpico di Sidney Lumet ai film di Woody Allen, passando per Wargames e Amityville Horror.
Un caratterista dal piglio inconfondibile
La forza di Tolkan, lo si capiva subito, stava nella sua capacità di rendere memorabili personaggi che, sulla carta, erano semplicemente odiosi o inflessibili. Pensiamo al comandante “Stinger” Jardian in *Top Gun* (1986): pochi minuti sullo schermo, eppure la sua presenza – quel sigaro stretto tra i denti e lo sguardo che perfora il giovane Maverick di Tom Cruise – bastava a dare il peso dell’istituzione militare. Una durezza, quella dei suoi ruoli, che nascondeva però una lunga gavetta. Nato in Michigan nel 1931, Tolkan servì in Marina durante la guerra di Corea prima di sbarcare a New York con soli settantacinque dollari in tasca; lavorò come lavapiatti e cameriere, calpestò le scene off-Broadway per oltre un ventennio, aggiudicandosi infine un posto nel cast originale del capolavoro di David Mamet, *Glengarry Glen Ross*.
La doppia vita del signor Strickland
C’è un dettaglio curioso, che gli appassionati della trilogia di Robert Zemeckis conoscono bene, e che riguarda la versatilità dell’attore nel gestire la linea temporale di Hill Valley. Se nel primo film del 1985 Tolkan è il preside che dà dei “fannulloni” a McFly, nel terzo capitolo (1990) lo ritroviamo nei panni del nonno del suo stesso personaggio, il Marshal James Strickland, una sorta di pistolero con la passione per l’ordine nell’Ottocento. Una transizione, quella dal vicepreside alla legge del vecchio west, che Tolkan gestì con la stessa serietà, riuscendo a tenere insieme il filo logico di una famiglia ossessionata dalla disciplina. La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 2015, nel western *Bone Tomahawk*, ma il suo volto è rimasto impresso anche nelle serie tv più amate degli anni Novanta, da *Willy, il principe di Bel-Air* a *Miami Vice*.
L’eredità di un volto noto
Lascia la moglie Parmelee, sposata nel lontano 1971 e incontrata sul set di un lavoro teatrale, e una filmografia che supera abbondantemente i cento titoli. La sua scomparsa, sebbene giunta a un’età più che avanzata, chiude un capitolo fondamentale per il cinema di intrattenimento degli anni Ottanta: quello degli attori caratteristi, quelli che non avevano il nome sul cartellone ma senza i quali la scena sarebbe rimasta vuota. Tolkan era uno di quelli, capace con un semplice sopracciglio alzato di farci capire che il protagonista era nei guai, o con una risata secca di sdrammatizzare la tensione. Un mestierante puro, insomma, che non ha mai avuto bisogno della prima pagina per lasciare il segno.




