La Cina canta vittoria sui dazi, mentre l’Europa arranca nelle trattative con Trump
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Redazione Esteri
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Mentre l’Europa naviga in un mare di recriminazioni, senza riuscire a trovare un accordo con l’amministrazione Trump sul commercio, la Cina sembra aver guadagnato terreno nelle trattative con Washington. Dopo gli incontri di Ginevra, le delegazioni si sono spostate a Stoccolma, dove hanno cercato di mantenere un tono ottimistico, pur senza raggiungere alcuna svolta decisiva. Per ora, la tregua sui dazi è stata prorogata: restano sospesi sia i superdazi annunciati da Trump sia le rappresaglie cinesi, ma Pechino non si illude e si prepara al peggio.
Il governo cinese ha infatti ordinato di rafforzare il mercato interno, consapevole che la guerra commerciale potrebbe avere ripercussioni pesanti sull’economia. La mossa arriva in un momento delicato, mentre tecnici e politici lavorano alla stesura del nuovo Piano quinquennale, che definirà la strategia economica del Paese fino al 2030. «Con i dazi, la perdita potrebbe arrivare a 22,6 miliardi», ha avvertito l’analista Orsini, sottolineando l’urgenza di misure difensive.
Intanto, Trump non allenta la pressione neanche su altri fronti: l’India è stata multata per aver acquistato energia dalla Russia, in una mossa che conferma la linea dura della Casa Bianca sul commercio globale. Ma è con la Cina che il gioco si fa più complesso. I negoziati di Stoccolma, definiti «franchi e costruttivi» dal viceministro del Commercio cinese Li Chenggang, non hanno prodotto risultati concreti, se non la conferma della volontà di evitare un’escalation immediata.




