Hantavirus, il tracciamento dei contatti e l’ordine sparso dei sindaci italiani
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Redazione Salute
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Il caso - per ora circoscritto a poche decine di minuti condivisi in quota, su un volo della Klm in rotta dal Sudafrica verso Amsterdam con scalo a Roma - ha innescato una reazione a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Quattro persone risultano sottoposte a sorveglianza medica, tutte quante esposte, sia pure per un lasso di tempo limitato, alla stessa passeggera poi deceduta a causa dell’Hantavirus. Di questi quattro soggetti, due (un marittimo di Torre del Greco e un altro nella città metropolitana di Reggio Calabria, precisamente a Villa San Giovanni) hanno visto i rispettivi sindaci firmare ordinanze restrittive, imponendo loro la quarantena obbligatoria.
L’allentamento del controllo centrale e il ruolo delle Asl
Mentre il governo, attraverso una nota tecnica, ribadisce che «in Italia il rischio è basso», la gestione operativa si frammenta. Non esiste una direttiva unica: le Asl, le Regioni e i primi cittadini procedono ciascuno con i propri strumenti. A Torre del Greco, per esempio, il giovane marittimo di 24 anni (negativo al primo tampone molecolare e del tutto asintomatico) rimane in attesa di nuovi accertamenti, mentre la Regione Campania mantiene un canale aperto con i dipartimenti di prevenzione. Una differenza sostanziale - che potrebbe spiegare il divario tra l’approccio francese e quello italiano - emerge nel confronto con Parigi, dove una donna contagiata tra i cinque passeggeri francesi della nave da crociera MV Hondius ha spinto le autorità transalpine ad adottare una linea più rigidamente centralizzata.
Il precedente delle Canarie e il porto di Grenadilla
Nel porto di Grenadilla, alle cinque del pomeriggio con un vento teso e il mare alzato, si è consumato un altro capitolo della vicenda. La nave Hondius, dopo aver atteso a lungo, riceve da Madrid il via libera all’attracco. Non c’erano alternative, spiegano i tecnici, per evacuare in sicurezza le ultime 28 persone a bordo: ventidue membri dell’equipaggio e sei turisti tra australiani e neozelandesi. Il governatore delle Canarie aveva tentato in tutti i modi di scongiurare questo epilogo, ma l’autorizzazione è arrivata lo stesso, sancendo di fatto un nuovo fronte di esposizione per i marittimi e i viaggiatori coinvolti.
Controlli senza sintomi e il nodo delle quarantene locali
Proprio il giovane di Torre del Greco - che sta bene, ribadiscono i referti - rappresenta plasticamente la discrepanza tra rischio epidemiologico dichiarato e misure amministrative adottate. L’ordinanza firmata dal sindaco, in assenza di sintomi e con un primo esame negativo, solleva interrogativi sulla proporzionalità degli strumenti utilizzati. E mentre la Regione allerta le Asl affinché mantengano alta l’attenzione, l’unico dato certo resta il numero dei soggetti tracciati: quattro italiani (tra cui il 24enne campano e il residente calabrese) che hanno condiviso lo stesso spazio aereo della donna infetta, per pochi minuti, alla fine dello scorso mese di aprile. Nessun altro elemento - né cariche, né nomi, né ruoli precisi - è stato reso noto dalle procure che comunque, come prassi in questi casi, monitorano lo sviluppo dell’inchiesta sanitaria senza al momento ipotizzare reati colposi.




