Il maltempo flagella Roma: allagamenti, alberi caduti e il grido di Bel Poggio
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Redazione Interno
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Una perturbazione persistente, che insiste sulla Capitale da ore, sta trasformando le strade in fiumi impetuosi e rendendo il traffico un ricordo, mentre il vento sferza senza tregua gli alberi, molti dei quali non reggono l’assalto. La pioggia incessante, che non dà segno di volersi placare se non forse in serata, ha già provocato diversi episodi, alcuni dei quali potenzialmente pericolosi, come dimostra il crollo di un grosso esemplare sul tetto della chiesa di San Barnaba Apostolo, a piazza dei Geografi, tra Tor Pignattara e il Pigneto. L’impatto, per fortuna, non ha causato danni alla struttura né, tanto meno, feriti alle persone, ma la strada è stata immediatamente interdetta al passaggio mentre i Vigili del Fuoco, giunti con mezzi speciali, e la Polizia di Roma Capitale gestivano la sicurezza dell’area.
La rabbia di chi si sente abbandonato
Se gli interventi dei soccorsi sono tempestivi, la frustrazione dei cittadini cresce a ogni nuova ondata di maltempo, come nel caso degli abitanti di Bel Poggio, i quali si dichiarano “isolati” a causa degli allagamenti che tagliano fuori la zona, un copione che, a loro dire, si ripete con troppa frequenza ogni volta che il cielo si apre in maniera violenta. Le loro protette, che si legano a un più generale senso di abbandono percepito in diverse periferie, risuonano mentre la cronaca nera cittadina registra altri episodi analoghi, sebbene senza conseguenze gravi per le persone: in via Ugo de Carolis, alla Balduina, un altro albero di grandi dimensioni è caduto, sfiorando un’auto e toccando con i rami la parte posteriore di un autobus di linea, episodio che ha generato comprensibili momenti di paura tra i presenti.
Un quadro meteo ancora instabile
La situazione, del resto, rimane complessa e legata a un’area di bassa pressione che continua a interessare il Lazio, portando con sé cieli plumbei e la minaccia di fenomeni anche estremi, come temporali e raffiche di vento, previste fino al giorno successivo. L’instabilità, che ha portato alla chiusura delle scuole in altri territori della regione, a Roma si traduce in una sfida quotidiana per la viabilità, con strade regolarmente invase dall’acqua e la costante possibilità di nuove cadute di rami o di interi tronchi, resi fragili dal terreno ormai saturo. Qualcuno di essi, infatti, è caduto anche nel quartiere dell’Eur, aggiungendo ulteriori disagi a un quadro già compromesso.
La città sotto assedio
Roma, in queste ore, appare dunque sotto assedio, costretta a fare i conti con le proprie fragilità infrastrutturali e con la forza di una perturbazione che, sebbene attesa, mette sempre in luce le criticità di un territorio vasto e complesso. La mancanza di feriti, negli incidenti riportati, può essere considerata una fortuna, ma non basta a placare l’amarezza di chi, come i residenti di Bel Poggio, vede nella ripetitività di questi eventi il segno di una preparazione insufficiente. Mentre le squadre dei vigili del fuoco e della polizia locale sono impegnate su più fronti, dalla Balduina a Tor Pignattara, la città tira il fiato in attesa del sereno, consapevole che il vero bilancio, oltre a quello dei danni materiali, sarà anche di natura sociale.




