Maltempo flagella il Salento: alberi divelti e danni al patrimonio, si contano gli interventi
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Redazione Interno
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La furia del vento, che in alcune aree del basso Salento ha toccato punte prossime ai cento chilometri orari, non ha concesso tregua, sradicando pini secolari e abbattendo murature come fossero di cartone. Dopo una brevissima pausa, infatti, le perturbazioni hanno ripreso forza, interessando in particolare la provincia di Lecce con una potenza inaspettata. La strada che collega Presicce a Lido Marini, ad esempio, è rimasta bloccata da un grosso tronco caduto, la cui rimozione – complice la mole e la pericolosità dell’intervento – richiederà probabilmente diversi giorni, mentre a Ugento, nella frazione di Torre San Giovanni, è crollata una parte del muro perimetrale di un edificio di culto. Gli episodi, seppur i più eclatanti, rappresentano soltanto la punta di un iceberg di criticità diffuse, che hanno impegnato senza sosta le squadre di soccorso, chiamate a intervenire su un territorio già provato dalla persistenza di un meteo avverso.
Un weekend di instabilità e l'incessante lavoro dei soccorsi
Le previsioni per i prossimi giorni, del resto, non lasciano spazio a ottimismo, delineando uno scenario di continua instabilità con piogge e venti forti destinati a perdurare anche durante il fine settimana. Questa persistenza atmosferica spiega, in parte, l’entità dei danni registrati, che vanno ben oltre i singoli episodi riportati: in tutta l’area, infatti, sono caduti cartelli stradali, pali dell’illuminazione e insegne pubblicitarie, trasformando le strade in potenziali trappole. Per prevenire ulteriori rischi, molti comuni hanno disposto, tramite ordinanze sindacali, la chiusura al pubblico di parchi, giardini e persino cimiteri, luoghi tradizionalmente vulnerabili alla caduta di rami o alberi interi.
Oltre cento chiamate d'emergenza nel Sud Salento
Il lavoro dei Vigili del Fuoco, affiancati dalla Polizia Locale e dai volontari della Protezione Civile, si è concentrato soprattutto nel Sud Salento, dove il tour de force per rispondere alle centinaia di chiamate giunte ai centralini è stato incessante. Ciascuno di loro, con professionalità e dedizione, ha affrontato situazioni di pericolo immediato, dal liberare automobili schiacciate da rami al rendere sicuri tratti di marciapiede, dal mettere in sicurezza tetti danneggiati allo sgomberare la sede stradale da detriti di ogni tipo. L’obiettivo primario, in queste ore concitate, è stato e rimane la tutela dell’incolumità delle persone, un compito reso ancor più complicato dalla forza degli elementi, che non accenna a placarsi.
La conta dei danni e la fragilità del territorio
Oltre ai disagi alla circolazione e ai danni a beni privati e pubblici, il maltempo ha messo in luce, ancora una volta, la vulnerabilità di un territorio esposto alla potenza dello scirocco. La violenza delle raffiche, accompagnata da piogge battenti e occasionali temporali, ha spazzato via con facilità strutture che sembravano consolidate, sollevando interrogativi sulla necessità di interventi di manutenzione straordinaria e di potenziamento delle reti di sicurezza. Mentre le squadre proseguono nel loro lavoro, si comincia a fare una prima sommaria valutazione degli effetti di questa ondata di maltempo, i cui segni, purtroppo, rimarranno visibili a lungo sulle strade e sul patrimonio urbano del Salento.




