Sesso sugli scogli a Imperia, la coppia di amanti fermata e denunciata per atti osceni
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Redazione Interno
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La domenica di caldo afoso, sulla riviera ligure, è stata interrotta da una scena che ha lasciato molti bagnanti senza parole. Una coppia di mezza età, lui 53 anni e lei 51, entrambi di nazionalità italiana, ha deciso di consumare un rapporto sessuale in pieno giorno su una scogliera antistante le spiagge di Borgo Prino, nel comune di Imperia.
L'accaduto, risalente alla mattina del 30 agosto, ha suscitato immediatamente lo sdegno delle centinaia di persone che in quel momento affollavano il litorale e la reazione pronta delle forze dell'ordine, che hanno formalizzato una denuncia per atti osceni in luogo pubblico.
La dinamica dei fatti e l'intervento del poliziotto fuori servizio
Erano circa le undici quando, in un tratto di scogliera che funge da frangiflutti naturale e dista poche decine di metri dall'arenile, la coppia si è abbandonata a effusioni che hanno presto superato i limiti del pudore, attirando l'attenzione dei presenti. La scelta del luogo, una lingua di rocce esposta a tutta la visuale delle spiagge sottostanti, ha reso l'atto visibile a chiunque, compresi i numerosi bambini che giocavano sulla battigia.
A rompere l'increscioso equilibrio è stato un agente di polizia in borghese, che si trovava nella zona per motivi personali e che, dopo aver notato la scena, non ha esitato a tuffarsi in acqua per raggiungere a nuoto i due protagonisti, anticipando l'arrivo dei colleghi allertati dalle numerose segnalazioni dei bagnanti.
La difesa degli amanti: "Solo due bacetti"
Raggiunto il lembo di scogliera, il poliziotto ha interrotto il rapporto intrattenendo un colloquio con la coppia, che è stata invitata a seguirlo fino a riva per essere identificata. Di fronte alla gravità della situazione, i due hanno tentato di minimizzare l’episodio, sostenendo che si fosse trattato soltanto di un gesto passionale estemporaneo, limitato a pochi "bacetti", e che la loro condotta non avesse l’intenzione di turbare la pubblica decenza.
Tuttavia, la testimonianza dei presenti e la flagranza del reato, ossia l'evidenza di un atto sessuale compiuto in un luogo esposto al pubblico, hanno portato le autorità a procedere con la denuncia formale.
Le conseguenze penali e il rischio di una condanna severa
L'articolo 527 del codice penale, che disciplina il reato di atti osceni in luogo pubblico, prevede per i trasgressori una pena detentiva fino a quattro anni di reclusione, a seconda delle circostanze e della gravità del caso. L'aggravante, in questa vicenda, risiede nella particolare esposizione del fatto, avvenuto in una zona balneare affollata e alla presenza di minori, un elemento che potrebbe influenzare in modo significativo l'eventuale processo a carico dei due amanti.
La coppia è stata identificata e denunciata, e ora dovrà rispondere davanti all'autorità giudiziaria per un gesto che, al di là della passione del momento, ha violato le più elementari norme del vivere civile, causando un comprensibile imbarazzo tra i presenti e costringendo le forze dell'ordine a un intervento in una calda mattina di fine agosto.
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