Peugeot 208, la prova con il nuovo 1.2 turbo 100 CV

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Peugeot 208, che da tempo ormai figura tra le compatte piú richieste in Europa grazie a un design distintivo e a una dotazione tecnologica completa, amplia la sua offerta con una versione destinata a fare tendenza. Sto parlando del nuovo propulsore 1.2 turbo benzina da 100 CV, un tre cilindri che – va detto subito – abbandona definitivamente le logiche del passato per abbracciare una filosofia meccanica piú solida.

Questa unità, abbinata a un cambio manuale a sei marce, si presenta come una scelta particolarmente azzeccata anche per i neopatentati, i quali spesso si trovano a dover conciliare la voglia di un’auto gradevole con i limiti imposti dal codice della strada. Ma è sotto il cofano che avviene la vera rivoluzione silenziosa: i tecnici del gruppo Stellantis hanno infatti deciso di stracciare le vecchie regole, intervenendo su quei punti deboli che avevano fatto tanto discutere gli automobilisti negli anni scorsi.

Dal PureTech al Turbo 100: addio cinghia, arriva la catena

Per comprendere la portata del cambiamento, bisogna necessariamente fare un passo indietro e ricordare i grattacapi causati dal precedente PureTech. Quel motore, pur apprezzato per vivacità, soffriva di un problema cronico legato alla cinghia di distribuzione a bagno d’olio, la quale tendeva a degradarsi rilasciando particelle nel circuito di lubrificazione. Ecco, nel nuovo Turbo 100 di questo problema non c’è piú traccia. La Casa francese, nel corso di un evento stampa a Milano, ha sottolineato come il 70% dei componenti sia stato completamente riprogettato.

La modifica piú attesa riguarda proprio la distribuzione, che passa dalla cinghia a una ben piú robusta catena. A questa si aggiungono un nuovo monoblocco, pistoni rinforzati e una testata ridisegnata per ridurre l’attrito. Non si tratta quindi di un semplice aggiornamento, ma di un progetto che, se vogliamo, nasce dalle sofferenze del passato per garantire una affidabilità superiore sul lungo periodo.

L'adozione del ciclo Miller e il turbo a geometria variabile

Ma le novità non finiscono certo qui, anzi. I tecnici hanno introdotto il ciclo Miller, una strategia di combustione che, insieme a un rapporto di compressione maggiorato, migliora l’efficienza termica riducendo i consumi. Sulla carta, e lo abbiamo verificato durante la prova, questo significa una erogazione della coppia molto piena già dai bassi regimi: l’85% dei 205 Nm disponibili si fa sentire già a 1.500 giri/min, rendendo la guida in città fluida e senza quella fastidiosa attesa che spesso caratterizza i piccoli turbo.

A rendere tutto ciò possibile è anche l’arrivo di un turbocompressore a geometria variabile, una soluzione che solitamente si vedeva sui motori diesel e che qui debutta su un tre cilindri a benzina. Il risultato è una reattività immediata agli acceleratori, quasi da aspirato, ma con la grinta che solo la sovralimentazione sa dare. L’iniezione diretta, operante a 350 bar, completa il quadro garantendo una nebulizzazione del carburante piú fine e, di conseguenza, una combustione piú pulita.

Manutenzione e durata: un patto di fiducia rinnovato

Chi possiede un’auto, lo sappiamo bene, guarda con ansia al libretto delle manutenzioni. Su questo fronte, la Peugeot 208 con il motore Turbo 100 gioca una carta importante. L’intervallo di manutenzione ordinaria è stato esteso a due anni oppure 25.000 chilometri, un dettaglio che riduce i passaggi in officina e alleggerisce i costi fissi di gestione. Va detto, però, che Stellantis ha voluto blindare la fiducia in questo nuovo corso meccanico: estendendo la garanzia fino a 8 anni o 160.000 chilometro a patto che le revisioni vengano eseguite nella rete ufficiale, l’azienda lancia un messaggio inequivocabile. Durante i test di sviluppo, i prototipi hanno accumulato oltre 3 milioni di chilometri su strada e piú di 30.000 ore al banco, con alcune vetture che hanno superato abbondantemente i 200.000 km. Per chi cerca un’auto usata tra qualche anno, questo sarà probabilmente il primo dettaglio da controllare: non se abbia la cinghia a bagno d’olio, ma se monta la nuova catena del Turbo 100.

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