Fisco, Leo: recuperati 101 miliardi in tre anni. Entro ottobre il Codice tributario

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il viceministro dell'Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha chiuso il ciclo di audizioni della Commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria con un bilancio preciso: nel triennio 2023-2025 il contrasto all'evasione fiscale ha portato nelle casse dello Stato 101 miliardi di euro, un risultato che lo stesso Leo ha definito "un record assoluto". Il dato è emerso durante l'indagine conoscitiva dedicata alle misure di contrasto all'evasione, alla sicurezza delle banche dati e alla tutela della riservatezza dei contribuenti.

Il trend degli incassi è in costante crescita: si è passati dai 31,4 miliardi del 2023 ai 33,4 miliardi del 2024, fino ai 36,2 miliardi del 2025. Quest'ultimo dato, reso noto in occasione delle celebrazioni per i 25 anni dell'Agenzia delle Entrate, rappresenta il valore più alto mai registrato e segna un incremento del 43 per cento rispetto al 2022, anno di insediamento dell'esecutivo. La quota erariale, quella che lo Stato incassa direttamente, è salita da 24,7 miliardi nel 2023 a 29 miliardi nel 2025. Il resto proviene da Inps, Comuni e altri enti.

Alla base di questi numeri c'è una precisa scelta di campo tecnologico. Leo ha spiegato che la riforma fiscale punta su "tecnologia, intelligenza artificiale e interoperabilità delle banche dati", strumenti che consentono di potenziare l'analisi del rischio e di formulare liste selettive di controllo per concentrare gli interventi sui soggetti a più alta pericolosità. Il viceministro ha però posto un paletto netto: "L'intelligenza artificiale non sostituirà mai l'uomo. Non ci saranno automatismi, ci sarà sempre l'intervento dell'uomo".

Le procedure informatiche servono a far emergere le incongruenze, ma l'accertamento resta saldamente in mano ai funzionari, nel rispetto della privacy e del contraddittorio.

L'epilogo annunciato della riforma è il Codice tributario, il testo organico che riordinerà una materia frammentata da decenni. "Penso che entro ottobre saremo in grado di portarlo in Consiglio dei ministri", ha dichiarato Leo, precisando che l'iter è già stato completato con l'adozione di 29 decreti legislativi, di cui 17 ordinari e 4 correttivi, più 8 testi unici.

Per accompagnare i contribuenti nel passaggio dalle vecchie alle nuove norme, è in arrivo un software basato su "tabelle di concordanza", che sarà presentato nelle prossime settimane: uno strumento che permetterà di individuare immediatamente la nuova disposizione corrispondente a quella precedente.

Sul fronte della prevenzione, i numeri diffusi dall'Agenzia delle Entrate indicano un rafforzamento dei controlli. Nel 2025 sono state cessate d'ufficio circa 12 mila partite Iva riconducibili al fenomeno "apri e chiudi", più del doppio rispetto all'anno precedente. Le attività di analisi del rischio hanno inoltre consentito di bloccare oltre 5,6 miliardi di euro tra crediti fittizi, compensazioni indebite e rimborsi Iva non spettanti. Il contrasto all'illecito appalto di manodopera ha generato incassi per oltre 400 milioni e la regolarizzazione di 11.500 lavoratori.

Il gettito spontaneo, ossia le tasse versate autonomamente dai contribuenti, ha superato i 595 miliardi di euro, in aumento del 2,8 per cento.

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