Tentato sequestro a Fontivegge: strappa una bambina di 5 anni dalla madre, arrestato 29enne gambiano

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   «Correte, un uomo ha preso una bambina». Il grido lanciato da una quarantenne di origine aretina – mentre si vedeva allontanare la figlia di appena cinque anni da mani sconosciute – ha squarciato la quiete della sera di mercoledì 10 giugno alla fermata dell’autobus di Fontivegge, nei pressi della stazione ferroviaria di Perugia. La donna, che stringeva la piccola in attesa del pullman, è stata avvicinata da un individuo il quale, senza proferire parola, l’ha strattonata con violenza per impossessarsi della minore.

All’inizio la bambina non capiva cosa stesse accadendo, quel vortice di urla e braccia che la tiravano lontano dalla madre; poi il pianto liberatorio e la consapevolezza di un abisso che si apriva tra le sue manine e il corpo della donna, rimasta indietro nel panico generale dei passanti.

La dinamica dell’aggressione e l’intervento della madre

Secondo la ricostruzione degli inquirenti – supportata anche dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona – l’aggressore ha afferrato la minore tentando di allontanarsi velocemente. Tuttavia, la madre non ha esitato un istante: ha inseguito l’uomo per diversi metri, riuscendo a riprendere la bambina, che versava in stato di shock. È solo dopo aver messo in salvo la figlia che la donna ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, innescando la macchina dei soccorsi che ha portato all’arrivo di una volante della polizia di Stato.

Gli agenti, una volta sul posto, hanno individuato il soggetto ancora nelle vicinanze della stazione; i testimoni lo avevano segnalato mentre continuava a vagare nei paraggi con un atteggiamento che molti hanno definito «inquietante».

Profilo dell’arrestato e le aggravanti

L’uomo bloccato è un cittadino del Gambia di 29 anni, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine per un passato fatto di denunce, precedenti specifici (tra cui minacce e danneggiamenti) e persino un Daspo urbano che non ne ha impedito la circolazione. Nonostante fosse una «vecchia conoscenza» per la questura, l’individuo era ancora libero di aggredire, come dimostra l’episodio di mercoledì sera.

Al termine degli accertamenti in questura – dove l’uomo è stato accompagnato per gli interrogatori di rito – gli è stata notificata l’accusa di tentato sequestro di persona aggravato, un capo d’imputazione che prevede pene severe proprio in considerazione della tenera età della vittima (solo 5 anni).

L’elemento inquietante dei telefoni cellulari

Ciò che ha maggiormente allarmato gli investigatori – oltre alla dinamica violenta dello strappo – è emerso dall’analisi della memoria dello smartphone in possesso del 29enne. All’interno del dispositivo, infatti, sono state rinvenute diverse fotografie della bambina, scattate dall’uomo probabilmente subito dopo il tentativo di rapimento o addirittura mentre la madre tentava di riprendersela.

Questo comportamento, giudicato dagli inquirenti come un’ulteriore forma di molestia aggravante, ha contribuito a confermare la gravità della situazione e la pericolosità del soggetto, che sembrava essersi fissato sulla minore. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, il 29enne è stato tradotto nel carcere di Perugia-Capanne, dove rimane a disposizione dei magistrati.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.