Espulso e rimpatriato il 29enne gambiano arrestato a Fontivegge

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Espulso e rimpatriato il 29enne gambiano arrestato nei giorni scorsi nei pressi della stazione di Fontivegge a Perugia, protagonista della vicenda per la quale resta indagato dopo aver afferrato una bambina sotto gli occhi della madre. L’uomo, identificato come Ismaila Saniang, è stato accompagnato all’aeroporto di Fiumicino e successivamente trasferito in Gambia con un volo scortato. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato di Perugia dopo l’avvio delle procedure da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura, che ha valutato la sua posizione di irregolarità sul territorio nazionale e gli elementi relativi alla sua pericolosità sociale.

La misura dell’accompagnamento alla frontiera è stata convalidata dal giudice di pace e disposta per motivi generali di sicurezza pubblica. Secondo quanto precisato, il provvedimento amministrativo non è direttamente collegato alla vicenda avvenuta alla stazione di Perugia, che continua a seguire il proprio percorso giudiziario. Il 29enne resta infatti indagato per i fatti contestati nei giorni scorsi, mentre l’espulsione è stata adottata nell’ambito delle verifiche sulla sua permanenza in Italia e della valutazione effettuata dalle autorità competenti.

La procedura di espulsione avviata dalla Questura di Perugia

La Polizia di Stato ha reso noto di aver dato esecuzione al provvedimento di espulsione nei confronti del cittadino gambiano, nato nel 1997, già gravato da numerosi precedenti di polizia. Dopo essere stato accompagnato in Questura nella giornata di sabato, l’uomo è stato preso in carico dal personale dell’Ufficio Immigrazione. Gli accertamenti hanno evidenziato una condizione di irregolarità sul territorio nazionale, circostanza che ha portato all’avvio della procedura di espulsione coattiva con scorta internazionale di polizia, finalizzata a garantire il rimpatrio nel Paese d’origine.

L’iter si è sviluppato attraverso i passaggi previsti dalla normativa. La convalida del giudice di pace ha consentito l’accompagnamento coattivo alla frontiera, permettendo alle forze dell’ordine di procedere al trasferimento verso l’aeroporto di Roma Fiumicino. Da lì il cittadino gambiano è stato imbarcato sul volo diretto in Gambia sotto la supervisione degli operatori incaricati dell’esecuzione del provvedimento. L’intervento è stato presentato dalla Questura come la conclusione delle attività amministrative avviate dopo la verifica della posizione dell’uomo.

Dall’arresto alla scarcerazione fino al rimpatrio

La vicenda aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica dopo l’episodio avvenuto nell’area della stazione di Fontivegge. Il 29enne era stato arrestato con l’accusa di avere tentato di sottrarre una bambina alla madre. Successivamente era stato rimesso in libertà dal giudice per le indagini preliminari, circostanza che aveva alimentato il dibattito sul caso. L’evoluzione successiva non è però passata attraverso un nuovo provvedimento penale, bensì attraverso la procedura amministrativa collegata alla sua presenza irregolare in Italia.

Le autorità hanno quindi seguito due percorsi distinti: da una parte l’indagine relativa ai fatti contestati nei pressi della stazione di Perugia, dall’altra il procedimento di espulsione culminato con il rimpatrio. La Questura ha sottolineato che la misura è stata adottata tenendo conto della posizione amministrativa dell’uomo e degli elementi valutati in materia di sicurezza pubblica. Con l’esecuzione dell’accompagnamento coattivo alla frontiera e il trasferimento in Gambia si è conclusa l’operazione condotta dalla Polizia di Stato di Perugia, dopo la convalida dell’autorità giudiziaria competente per questo tipo di provvedimenti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.