Il nuovo decalogo di Charlize Theron: niente convivenza, le figlie come “agenti” e una certa idea di eredità

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sembra quasi che Charlize Theron, raggiunta quell’equatore della vita che sono i cinquant’anni, abbia deciso di sovvertire ogni cliché hollywoodiano sul lieto fine, scegliendo una strada narrativa diametralmente opposta a quella della classica “coppia felice e accasata”. L’attrice, premio Oscar nel lontano 2004 per la sua straziante interpretazione in Monster, ha infatti approfittato della sua recente ospitata al “The Drew Barrymore Show” per tracciare un confine netto tra ciò che è disposta ad accettare in amore e ciò che, invece, esclude a priori dal suo futuro. La dichiarazione, destinata a fare il giro del web, è netta e senza appello: «Non credo che potrei mai più vivere con qualcuno», ha confessato, ammettendo che quella che potrebbe sembrare una boutade ai suoi interlocutori è in realtà una consapevolezza ormai cristallizzata, frutto delle esperienze passate e di un presente che la vede impegnatissima nel ruolo di madre.

L’ufficio di “dating” gestito da Jackson e August

La vita sentimentale di Theron, lontana dall’essere un tabù o un terreno scivoloso, viene gestito in casa con una leggerezza inaspettata, grazie soprattutto all’intervento delle figlie adolescenti. Jackson, tredici anni, e August, dieci (entrambe adottate dall’attrice rispettivamente nel 2012 e nel 2015), sembrano essersi trasformate in una sorta di instancabile ufficio stampa privato per la madre, lontane anni luce da quell’atteggiamento protettivo o geloso che Theron stessa temeva di dover fronteggiare. «Si divertono un sacco all’idea che io esca con qualcuno, perché vogliono essere coinvolte», ha raccontato la diva sudafricana, ironizzando sul fatto che oggi sono proprio loro a spingerla verso nuovi appuntamenti, quasi a volersi accertare che la madre non perda tempo.

Lontana dai drama tipici delle famiglie allargate che spesso popolano i rotocalchi, l’attrice ha descritto un meccanismo quasi paradossale per cui, mentre lei cerca di bilanciare la propria privacy con il desiderio di normalità, le figlie si sono trasformate in manager entusiasti della sua love life: «Mi chiedono: "Mamma, ti ha scritto? Vai all’appuntamento!"», ha rivelato. Tuttavia, nonostante questo endorsement da parte delle giovani Theron, l’attrice è rimasta ferma sulle sue posizioni riguardo alla logistica di un’eventuale relazione seria. Nessun uomo, o per meglio dire nessun partner, potrà mai più varcare la soglia di casa sua in pianta stabile se non come ospite temporaneo.

La regola della casa accanto e il fantasma della convivenza

Se per molte persone l’idea di condividere le stanze di una casa rappresenta il coronamento di un amore, per Charlize Theron si configura piuttosto come una minaccia all’equilibrio faticosamente conquistato. Durante l’intervista con Drew Barrymore, che si è mostrata comprensiva proprio in virtù della sua esperienza di madre single, l’attrice ha elaborato la sua personale teoria del “vicinato”. L’unica ipotesi di relazione che contemplerebbe, al momento, è quella che prevede una vicinanza fisica ma non strutturale: «Mi piacerebbe che lui fosse vicino, magari che comprasse la casa nella strada accanto», ha spiegato. Una soluzione, questa, che le consentirebbe di preservare la sua bolla domestica senza però rinunciare alla presenza di un compagno, che comunque non definisce negabile ma semplicemente "collocato" in uno spazio altro.

Un’ammissione, la sua, che lascia intendere come la convivenza sia percepita non solo come un atto d’amore, ma come un potenziale fattore di logoramento o, peggio, come una perdita di controllo su un ambiente – quello familiare – che lei guida con mano salda. «Forse è solo perché ho ancora le figlie in casa, e magari cambierà quando resterò con il nido vuoto», ha aggiunto a mo’ di postilla, lasciando però intendere che per ora l’orizzonte è nitido: sta cercando «qualcosa di molto specifico», senza però scendere in dettagli superflui sul profilo di questo fantomatico partner ideale.

Niente “corsia preferenziale”: l’altra rivoluzione economica

Parallelamente alle dichiarazioni sulla sfera affettiva, Theron ha voluto mettere un punto fermo anche su una questione che riguarda il futuro materiale delle figlie, distanziandosi volutamente dall’approccio di altre star hollywoodiane. In un passaggio del podcast “Therapuss with Jake Shane” (diverso dalla intervista a Barrymore), l’attrice ha infatti chiarito che non intende lasciare in eredità alle ragazze l’intero patrimonio accumulato in carriera. La frase, che ha subito fatto il giro dei social, non è però da interpretare come una punizione o una rottura affettiva, bensì come un preciso atto educativo: «Le mie figlie dovranno lavorare, non voglio mantenerle per tutta la vita», ha spiegato secca.

Non si tratta di stabilire se Theron abbia già redatto un testamento o meno (dettaglio su cui l’attrice non si è soffermata), quanto piuttosto di veicolare un messaggio preciso sull’etica del lavoro e sull’indipendenza. Cresciute nella bambagia dorata di una madre famosa, Jackson e August non dovranno abituarsi all’idea di una "corsia preferenziale" o di una rendita parassitaria. Una filosofia, questa, che l’attrice sudafricana condivide, forse inavvertitamente, con un certo tipo di sportivi che, nonostante gli stipendi milionari, faticano a sentire proprie quelle ricchezze: un esempio su tutti è Tadej Pogacar, quando ammise di sentirsi a disagio con i soldi guadagnati, o Jannik Sinner, il quale, sordo ai cori della storia, ripete di giocare soltanto per se stesso. Un coincidenza, questa dei tempi, che lega l’etica dello sport a quella dello spettacolo, passando attraverso il Sudafrica e la Slovenia.

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