Charlize Theron e quella convivenza che (forse) non accadrà mai più
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L'attrice premio Oscar Charlize Theron, reduce dall’anteprima newyorkese del thriller “Apex” andato in scena al Paris Theater lo scorso 22 aprile, ha scelto il palcoscenico del “The Drew Barrymore Show” per tracciare un bilancio netto della sua vita sentimentale. A cinquant’anni compiuti, l’interprete sudafricana ha ribaltato le aspettative riguardo al suo futuro amoroso, partendo proprio da una constatazione che ha lasciato perplessa la stessa conduttrice: nonostante le figlie la incoraggino a uscire con qualcuno, lei esclude categoricamente l’idea di una convivenza. «Lo dico sul serio – ha dichiarato – la gente pensa che io stia scherzando, ma non credo che potrei mai più vivere con qualcuno». Una presa di posizione, quest’ultima, che arriva a distanza di anni da relazioni importanti e che segna un cambio di paradigma radicale nel suo approccio alla sfera privata, dove la ricerca di un partner si scontra con la necessità di preservare il proprio spazio domestico e l’equilibrio familiare.
Le figlie fanno da “cerimoniere”: quando i ragazzi li scelgono loro
A sorprendere l’opinione pubblica non è stato solo il “no” secco alla convivenza, ma il curioso meccanismo che si è innescato tra l’attrice e le sue due figlie adottive, Jackson (13 anni) e August (10). Lontane dal provare gelosia o insicurezza verso eventuali nuovi partner della madre, le giovani hanno trasformato la ricerca sentimentale di Charlize in una sorta di gioco collettivo dove sono loro a selezionare i pretendenti. «Sono arrivate a un’età in cui si divertono se io esco con qualcuno, perché vogliono essere coinvolte – ha raccontato Theron – È buffo, perché temevo che si sentissero minacciate, e invece ora mi dicono: “Mamma, ti ha scritto? Vai all’appuntamento, mamma”». Una dinamica familiare, questa, che l’attrice non aveva previsto, ma che sembra aver accolto con sollievo, scoprendo che la sua vita privata, lungi dall’essere un tabù, è diventata un argomento di conversazione e complicità tra le mura domestiche, dove le figlie esercitano ormai un ruolo attivo, quasi da "cerimoniere" delle frequentazioni materne.
L’amore a distanza (di un vialetto): la formula della casa accanto
Se le figlie spingono per gli appuntamenti, è invece la stessa Theron a porre dei paletti rigidi quando si tratta di condividere il tetto. Durante il suo intervento, l’attrice ha delineato quello che per lei rappresenterebbe lo scenario ideale: una relazione profonda ma non invasiva, capace di coniugare la presenza maschile con la necessità di non stravolgere le abitudini quotidiane. «Mi piacerebbe che fosse vicino, magari comprasse la casa nella strada accanto, ma non so se riuscirei a condividere di nuovo tutto» ha spiegato, ammettendo candidamente che forse la presenza ancora ingombrante (in senso affettivo) delle figlie in casa funge da alibi perfetto. Non è escluso, a suo dire, che questa visione così radicale possa modificarsi con il tempo. «Forse è perché ho ancora le mie figlie in casa e magari le cose cambieranno quando resterò da sola – ha ipotizzato – ma in questo momento sto cercando qualcosa di molto specifico». Un’idea, quella della convivenza a porte separate (ma con il vialetto di mezzo), che sembra fare breccia in molte star, lontana dagli stereotipi della relazione tradizionale e molto più aderente alle esigenze di una madre single.
Un primato che non si discute: i figli vengono prima di tutto
A monte di ogni ragionamento sentimentale, Theron ha ribadito un principio che per lei rappresenta il faro ineludibile della sua esistenza. Nonostante il tono scherzoso tenuto durante la chiacchierata con Barrymore, l’attrice ha voluto chiarire un aspetto fondamentale: la priorità assoluta rimane la crescita delle due ragazze. «È impossibile fare altrimenti – ha risposto a Drew, che condivideva lo stesso pensiero – I figli vengono prima. Sempre». Non si è trattato di una semplice dichiarazione di circostanza, bensì della conferma di una linea guida che l’ha accompagnata per anni, fin da quando, anche quando era in coppia, ha scelto l’adozione come unica via per costruire la sua famiglia. «Sono sempre stata chiara con i miei partner – aveva spiegato in passato – la mia famiglia un giorno sarebbe nata attraverso l’adozione. Non è mai stata una seconda scelta. È sempre stata la prima». Una presa di distanza, quella dalla convivenza, che non nasce quindi da un rifiuto dell’amore, ma da una gerarchia di valori ben precisa dove, per usare le sue stesse parole, non c’è spazio per compromessi.
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