Pizzo sulla SS106, arrestati due lucani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   POTENZA – Il pizzo sui lavori del metanodotto Pisticci-Sant’Eufemia, nell’ambito del terzo megalotto della statale 106 ionica, funzionava attraverso l’imposizione di fornitori compiacenti, pronti a fatturare e incassare più del dovuto, per poi girare il denaro al clan degli zingari di Corigliano. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, continua a portare alla luce nuovi dettagli su un sistema di estorsioni e corruzione che ha coinvolto imprenditori e aziende nella gestione di lavori pubblici in Calabria.

Al centro dell’attenzione investigativa, il ruolo cruciale della cosca Abbruzzese e i meccanismi che hanno permesso l’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico locale. L’operazione "Delta" della DIA di Catanzaro ha portato all’arresto di sei persone, tra cui due lucani, e al sequestro di tre aziende impegnate nei lavori del terzo lotto della strada statale 106 Jonica. Gli arresti sono stati eseguiti nella mattinata di venerdì 17 gennaio 2025, dal personale del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Catanzaro, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale di Catanzaro.

L’ordinanza di misura cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro, è stata eseguita sulla base della ritenuta sussistenza della gravità indiziaria, in ordine ai delitti di concorso, a vario titolo, in estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità mafiose, nonché di istigazione alla corruzione. L’operazione "Fattore Delta" ha ricevuto l’apprezzamento della Camera di Commercio di Catanzaro Crotone e Vibo Valentia, il cui presidente, Pietro Falbo, ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti dall’inchiesta.

L’indagine prosegue, con l’obiettivo di smantellare ulteriormente le reti di corruzione e criminalità organizzata che minano l’economia locale e la sicurezza dei cittadini.

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