Chat Delmastro, scontro in Giunta sulla visione delle conversazioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le chat Delmastro consegnate alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera hanno aperto uno scontro istituzionale dopo la proposta del presidente Devis Dori di consentire ai componenti dell’organismo di visionare le conversazioni. Al centro della questione ci sono i messaggi dell’ex sottosegretario di FdI Andrea Delmastro con Mauro Caroccia, ristoratore ed ex prestanome del clan Senese, contenuti nel “dischetto” consegnato alla Giunta. Secondo Dori, i componenti della Giunta avrebbero il diritto di esaminare le chat per svolgere il proprio lavoro, ma sulla proposta è emersa la contrarietà della destra, facendo crescere la tensione attorno alla vicenda.
La discussione sulle chat tra Delmastro e Caroccia ruota attorno alla possibilità per i parlamentari di leggere il materiale consegnato e alle modalità con cui procedere. La questione è tornata all’attenzione della Giunta per le Autorizzazioni dopo gli sviluppi legati alla documentazione acquisita, mentre la formula utilizzata per la gestione delle conversazioni resta legata a un principio di riservatezza istituzionale. Nel confronto sono intervenuti anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari e Michele Gubitosa, componenti della commissione Antimafia, che hanno criticato le dichiarazioni della deputata Kelany pronunciate nell’aula della Camera.
La posizione della Procura di Roma sulla consegna delle chat
Un elemento centrale nella vicenda è rappresentato dalla lettera inviata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi al presidente della Camera Lorenzo Fontana, arrivata a poche ore dal ritorno della questione in Giunta. Nella missiva viene indicata la necessità di verificare il contenuto delle conversazioni attraverso il confronto con il dispositivo telefonico posto sotto sequestro. Secondo quanto riportato nella lettera, la verifica dovrebbe accertare la corrispondenza tra la messaggistica conservata nel dispositivo e la documentazione prodotta dalle difese.
Francesco Lo Voi ha evidenziato che il controllo tra il materiale presente nel dispositivo sequestrato e quello fornito dalla difesa è necessario per valutare l’esatta completezza della documentazione disponibile. Il procuratore ha inoltre richiamato il fatto che il via libera all’utilizzo delle chat arriva dal deputato interessato, elemento indicato nella comunicazione inviata alla presidenza della Camera. La richiesta della Procura si inserisce quindi nel confronto istituzionale sulle modalità di acquisizione e consultazione delle conversazioni.
Il confronto politico dopo le dichiarazioni alla Camera
Nel dibattito politico sono intervenuti anche Stefania Ascari e Michele Gubitosa del Movimento 5 Stelle, che hanno preso posizione sulle dichiarazioni dell’onorevole Kelany. I due deputati hanno sostenuto che la collega non avrebbe colto la differenza tra due situazioni considerate separate, criticando il contenuto dell’intervento pronunciato in aula. Le loro dichiarazioni si sono inserite nello scontro più ampio nato attorno alla gestione delle chat Delmastro e al ruolo delle istituzioni coinvolte.
La Giunta per le Autorizzazioni si trova così a confrontarsi con diversi aspetti della vicenda: da una parte la proposta di permettere ai suoi componenti di visionare le conversazioni, dall’altra le indicazioni arrivate dalla Procura di Roma sulla necessità di una verifica del materiale. Il nodo riguarda l’utilizzo delle chat e il percorso istituzionale da seguire per esaminare la documentazione disponibile, con posizioni differenti tra i gruppi parlamentari coinvolti.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
