Droni russi colpiscono Sumy: magazzino in fiamme, tensione alle stelle

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nelle ultime ore, la città ucraina di Sumy è stata teatro di un nuovo attacco da parte di droni russi, che hanno preso di mira edifici residenziali e un magazzino, quest’ultimo completamente divorato dalle fiamme. Il sindaco Artem Kobzar, intervenuto tempestivamente, ha dichiarato che tutti i servizi di emergenza sono al lavoro per domare l’incendio, sottolineando che al momento non si registrano vittime o feriti. Tuttavia, ha lanciato un monito alla popolazione, invitandola a restare in allerta per la possibile minaccia di un secondo attacco.

La situazione a Sumy, città già duramente provata dal conflitto, riflette una escalation che sembra non conoscere tregua. Mentre i soccorsi cercano di contenere i danni, il cielo continua a essere sorvegliato, con la paura che nuovi droni possano piombare da un momento all’altro. Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio, caratterizzato da un’intensificazione degli attacchi aerei su entrambi i fronti.

Proprio nella notte tra il 12 e il 13 marzo, i sistemi di difesa aerea russi hanno abbattuto 77 droni ucraini, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa di Mosca e ripreso dall’agenzia Tass. Gli attacchi, concentrati principalmente nelle regioni di Bryansk, Kaluga, Kursk, Voronezh, Rostov e Belgorod, hanno visto un impiego massiccio di veicoli senza pilota, segno di una strategia che punta a colpire obiettivi strategici nel profondo del territorio russo.

Nonostante questi sforzi, le forze ucraine sembrano in difficoltà sul campo, in particolare nella regione di Kursk, dove sono costrette a una ritirata che si sta trasformando in una battaglia casa per casa. Questo scenario contrasta con l’annuncio, proveniente dall’Arabia Saudita, di un possibile accordo tra Kiev e Washington per proporre un cessate il fuoco a Mosca, in vista di negoziati di pace che potrebbero aprirsi nelle prossime settimane.

Intanto, la guerra continua a mietere vittime. Nella notte tra martedì e mercoledì, nuovi attacchi russi hanno colpito diverse regioni ucraine, tra cui la capitale Kiev. A Odessa, un missile ha centrato il porto, causando la morte di quattro persone. Questi episodi arrivano poche ore dopo che l’Ucraina ha espresso la propria disponibilità a una tregua di 30 giorni, in attesa di una risposta da parte di Mosca.

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