Allarme a Kiev e in altre città ucraine: droni russi in volo dopo la fine della tregua pasquale
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Redazione Esteri
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Poche ore dopo la scadenza della tregua annunciata per la Pasqua ortodossa, l’Ucraina è tornata sotto attacco. Nella notte tra sabato e domenica, mentre le sirene antiaeree risuonavano a Kiev, Sumy, Kharkiv e altre città, l’Aeronautica Militare ucraina ha segnalato il passaggio di numerosi droni russi, alcuni dei quali diretti verso la capitale. «I cittadini sono invitati a raggiungere i rifugi», si legge in un messaggio diffuso su Telegram, mentre la contraerea è entrata in azione per contrastare la minaccia.
Nelle regioni orientali, intanto, aerei tattici russi hanno lanciato missili guidati «Kab» su Sumy e Kharkiv, mentre droni da ricognizione sorvolavano diverse zone del paese. «È in corso attività di aviazione nemica a est, con rischio di impiego di armi aeree», ha avvertito l’esercito ucraino, senza fornire ulteriori dettagli sugli eventuali danni.
Da Mosca, intanto, arriva la controaccusa: il ministero della Difesa russo ha dichiarato che, nonostante la tregua proclamata unilateralmente, nelle ultime ore le forze ucraine avrebbero condotto oltre 900 attacchi con 48 droni nelle regioni di confine di Bryansk, Kursk e Belgorod. Una versione che Kiev non ha commentato, ma che si inserisce in un contesto già teso, dopo le dichiarazioni del presidente Volodymyr Zelensky, secondo cui la Russia avrebbe violato quasi tremila volte la tregua pasquale.




