Mattarella al Quirinale: diritti non piegati alla politica e monito sull'intelligenza artificiale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale una delegazione della World Jurist Association e della World Law Foundation, guidata dal presidente Javier Cremades. Nell'incontro, il Capo dello Stato ha tracciato un quadro netto dei principi che reggono lo Stato di diritto, indicando nelle contingenze della decisione politica un limite invalicabile quando entrano in gioco i diritti della persona.

«I diritti inviolabili della persona e i principi fondamentali dell'ordinamento non possono essere subordinati alle contingenze della decisione politica, poiché costituiscono espressione della dignità umana». La formulazione usata da Mattarella non lascia margini interpretativi: ciò che appartiene alla sfera della persona non è materia disponibile per la contingenza del momento politico, ma rappresenta un nucleo sottratto alla negoziazione.

Il riferimento, pronunciato nei saloni affrescati del Quirinale davanti a giuristi di estrazione internazionale, si aggancia a una tradizione costituzionale che il Capo dello Stato ha definito come uno dei valori più alti della civiltà giuridica, un principio che risale al pensiero classico e si è sviluppato lungo il percorso del moderno costituzionalismo.

Il ragionamento di Mattarella si è poi spostato sul terreno delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale. «Lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale da un lato apre opportunità straordinarie ma, allo stesso tempo, impone che l'innovazione rimanga sempre ancorata al rispetto della dignità della persona, della libertà, dei diritti fondamentali», ha affermato il Presidente, aggiungendo che tutto questo chiama in causa direttamente la responsabilità degli Stati e degli organismi sovranazionali.

Il punto politicamente più sensibile del suo intervento è racchiuso nella richiesta di «ripristinare la smarrita autorità» delle istituzioni pubbliche rispetto a soggetti privati di smisurata potenza finanziaria e tecnologica, che operano al di fuori di ogni regola e di finalità di interesse generale. L'auspicio finale è che gli Stati avvertano il dovere di consegnare il futuro alle nuove generazioni e non a macchinari che possano sottrarglielo.

Nel suo intervento, il Presidente ha affrontato anche lo scenario internazionale. «Oggi, lo Stato di diritto è chiamato a confrontarsi con sfide che travalicano i confini nazionali», ha osservato Mattarella, rilevando come i conflitti armati minino il futuro dell'umanità violando il rispetto delle istituzioni poste a presidio della pace e del diritto internazionale.

Quest'ultimo si trova di fronte, ha aggiunto, a «inauditi tentativi di delegittimazione delle Corti internazionali e dei loro giudici», una dinamica che il Capo dello Stato ha collocato tra le minacce più serie all'assetto giuridico globale. Il richiamo alla cooperazione multilaterale è stato esplicito: per Mattarella rappresenta una necessità del presente, mentre l'alternativa è una conflittualità perenne con un ritorno alla barbarie nei rapporti tra gli Stati.

L'incontro al Quirinale si inserisce in un percorso che vedrà Javier Cremades consegnare a Mattarella, nel maggio del 2027 a Tirana, il World Peace & Liberty Award. La capitale albanese ospiterà in quell'occasione il World Law Congress, appuntamento che riunirà rappresentanti delle istituzioni giudiziarie internazionali e che vedrà la partecipazione dello stesso Mattarella e del re di Spagna Felipe VI

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