Ancelotti esordisce con il Brasile in un pari che sa di promessa
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Redazione Sport
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Carlo Ancelotti, dopo aver calcato i campi d’Europa con successi che ne hanno scritto la leggenda, ha vissuto a Guayaquil la prima pagina della sua avventura con il Brasile. Un esordio in sordina, quello dell’allenatore emiliano, che alla guida della Seleção non è andato oltre lo 0-0 contro l’Ecuador nelle qualificazioni sudamericane al Mondiale 2026. All’Estadio Banco Pichincha, dove l’altitudine e un avversario aggressivo hanno reso la sfida più complicata del previsto, il Brasile ha mostrato solidità difensiva ma poca incisività, lasciando in panchina anche i due “italiani” Carlos Augusto (Inter) e Ederson (Atalanta).
«Ho disputato oltre 1.200 partite da allenatore, ma oggi è stata la mia prima da ct del Brasile, ed è stato speciale», ha confessato Ancelotti all’agenzia Efe, sottolineando come guidare una nazionale regali un’emozione diversa rispetto ai club. «Qui senti il peso e l’orgoglio di un intero Paese». Nonostante il risultato deludente, il tecnico ha lodato l’organizzazione della squadra e qualche sprazzo di pressing offensivo, segnali che, se migliorati, potrebbero rivelarsi decisivi nel lungo percorso verso il Nord America.
Intanto, l’Argentina di Scaloni, già qualificata, ha approfittato della giornata per consolidare il suo primato battendo 1-0 il Cile con un gol di Julián Álvarez. Un successo che conferma la distanza tra i campioni del mondo e il resto del continente, Brasile compreso. Ma Ancelotti, che ha ereditato una squadra in fase di ricostruzione dopo il flop del Qatar 2022, sa bene che il suo lavoro richiederà tempo. Quella di Guayaquil è solo la prima tappa di un viaggio che, seppur iniziato senza eccessivi fuochi d’artificio, potrebbe riservare sorprese.




