Ancelotti alla guida del Brasile: "Voglio vincere il mondiale, l'Italia non mi ha cercato"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Carlo Ancelotti, da ieri ufficialmente "Carlinhos" per i tifosi brasiliani, è stato presentato come nuovo commissario tecnico della Seleção in una conferenza stampa organizzata nell’Hotel Grand Hyatt di Rio de Janeiro, davanti a una platea di duecento giornalisti. Accolto da un coro che recitava “Carlinhos vem aí, o bicho vai pegar” – un modo per dire che, con lui, gli avversari avranno vita dura – l’allenatore ha subito chiarito le sue intenzioni: «Sono qui per vincere il mondiale».

Primo straniero sulla panchina del Brasile dopo sessant’anni, Ancelotti ha sottolineato il «legame speciale» che lo unisce a un Paese dove, ha ricordato, «ho allenato 34 calciatori». Senza nascondere l’orgoglio per un incarico che definisce «il più prestigioso del mondo», ha aggiunto: «Ho un grande compito, ma sono certo che questa squadra tornerà campione». Un messaggio diretto ai tifosi, che lo hanno già adottato con entusiasmo, e un’implicita presa di distanza dall’Italia, della quale ha detto: «Non mi ha mai cercato».

Intanto, la prima lista di convocati per le prossime qualificazioni mondiali contro Ecuador e Paraguay ha già suscitato reazioni. A sorpresa, è stato escluso Dodo, terzino della Fiorentina, nonostante la preconvocazione. Al contrario, Carlos Augusto, laterale dell’Inter, è stato richiamato in nazionale, anche se la sua stagione non è ancora conclusa: sabato affronterà infatti il Psg nella finale di Champions League

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