Tensione al Roma Pride per la presenza di Adinolfi e Pascale, scortati dalle forze dell'ordine

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un pomeriggio di festa e colori, quello del Roma Pride 2026, è stato segnato da momenti di tensione che hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. La partenza del corteo, avvenuta intorno alle 16.30 da piazza della Repubblica alla volta delle Terme di Caracalla, è stata teatro di una contestazione che ha visto protagonisti il giornalista Massimo Adinolfi, fondatore del Popolo della Famiglia, e l'attivista Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi e fondatrice del movimento Gay Conservatori e Liberali.

La loro presenza, con Adinolfi che sventolava una bandiera di Israele e Pascale una bandiera dei Gay Conservatori e Liberali, ha scatenato la reazione di alcuni manifestanti, rendendo necessario l'intervento della polizia per allontanarli e scortarli fuori dalla piazza. Un momento di forte contrapposizione che ha anticipato lo svolgimento della parata, la cui atmosfera è stata descritta come di "lotta e contestazioni".

Le dichiarazioni di Adinolfi e Pascale: "Un diritto di tutti esserci"

Nonostante le polemiche e la tensione, Francesca Pascale ha ribadito con forza le motivazioni della loro presenza, sottolineando come fosse un diritto partecipare a un evento che, a suo dire, non può essere lasciato al solo "mondo woke". "È un nostro diritto essere qui, è un diritto di tutti", ha dichiarato ai cronisti, facendo appello ai partiti politici e alle associazioni per un'unità sui diritti civili.

Massimo Adinolfi, da parte sua, ha giustificato la sua presenza con la bandiera di Israele, affermando che "un omosessuale nell'area mediorientale trova protezione solo nello Stato d'Israele" e che, in difesa degli omosessuali trucidati o carcerati, era lì per manifestare, aggiungendo che la piazza si era dimostrata "non inclusiva" e "violenta".

Sulla loro presenza, che ha generato un vero e proprio parapiglia sotto i portici di piazza della Repubblica, è intervenuto anche Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Party Lgbt, il quale ha definito l'azione di Adinolfi come una mera provocazione, chiarendo che molti attivisti hanno collaborato con le forze dell'ordine per farlo allontanare.

Un milione di persone e lo slogan "La Repubblica è di chi la abita"

Nonostante l'episodio di tensione, il Roma Pride ha registrato una partecipazione straordinaria. Gli organizzatori hanno parlato di un milione di persone che hanno invaso le strade del centro, creando un'onda arcobaleno lunga e colorata. Il corteo, che ha visto la partecipazione del sindaco Roberto Gualtieri posizionato dietro lo striscione di testa, ha sfilato tra selfie e musica a tutto volume, con circa 30 carri allegorici e la presenza delle testimonial dell'edizione: Levante, Francesca Michielin e Margherita Vicario.

Lo slogan scelto per quest'anno, "La Repubblica è di chi la abita", ha voluto sottolineare il richiamo ai valori costituzionali a 80 anni dalla nascita della Repubblica, rivendicando pieni diritti per la comunità Lgbtqia+. Il presidente di Gaynet, Rosario Coco, ha infatti sottolineato come il movimento resista agli attacchi delle destre e all'opportunismo di chi cerca di dividere.

Un Pride di contestazioni e polemiche: lo spray urticante al carro Gender X

Oltre alla contestazione ai due attivisti conservatori, il Pride è stato teatro di altre polemiche. Le forze dell'ordine sono state nuovamente allertate a causa dello spray urticante lanciato contro il carro di Gender X, per due volte, prima vicino a piazza della Repubblica e poi all'altezza del Colosseo. Gli attivisti hanno denunciato il gesto, definito "vergognoso", e hanno fornito alle forze dell'ordine la

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