Scanzi contro Sinner: "Più si inflaziona, più sta sulle palle"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è chi lo definisce un critico spietato, chi un polemista irriducibile. Fatto sta che Andrea Scanzi, firma nota de Il Fatto Quotidiano, non sembra intenzionato a risparmiare neppure Jannik Sinner, il tennista sudtirolese che in pochi mesi è diventato un’icona globale. L’ultimo attacco, pubblicato ieri sulle colonne del quotidiano diretto da Marco Travaglio, è un concentrato di veleno: non tanto verso il talento sportivo dell’atleta – innegabile, del resto – quanto verso la sua bulimica presenza mediatica.
«Più si inflaziona, più sta sulle palle», scrive Scanzi, senza mezzi termini. Il riferimento è all’overdose di pubblicità, sponsorizzazioni e, soprattutto, alla recente incursione nel mondo della musica: il duetto con Andrea Bocelli nel brano Polvere e Gloria, definito dal giornalista «di una bruttezza straziante». Un giudizio netto, che non ammette repliche. Eppure, il fenomeno Sinner – oggi numero uno del ranking ATP – è difficile da liquidare con una battuta.
Quello che Scanzi contesta, in realtà, non è il successo in sé, ma la sua gestione. «Dovrebbe sapere che saturare il mercato è un boomerang», sottolinea, quasi a suggerire una strategia più sobria. Peccato che la logica dello sport moderno, soprattutto quando si raggiungono vette così alte, imponga un’esposizione costante. Sinner, del resto, non è il primo: da Federer a Nadal, il passaggio da campione a brand è quasi obbligato.
La canzone con Bocelli, poi, ha diviso il pubblico. C’è chi l’ha apprezzata come un esperimento originale, chi l’ha bollata come un’operazione commerciale. Scanzi non ha dubbi: «L’orrida canzone con Bocelli» è solo l’ultimo tassello di un’«odiosissima bulimia» che rischia di logorare l’immagine del tennista.




