Nicolò Tresoldi sfida l'Inter: a San Siro anche gli amici di Gubbio
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Redazione Sport
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Nicolò Tresoldi affronta l'Inter con il Club Brugge nella seconda giornata della Champions League, martedì 13 ottobre alle 21 a San Siro. Per l'attaccante italo-tedesco, classe 2004, sarà la prima partita nello stadio milanese, davanti a un pubblico speciale: ha invitato ad assistere all'incontro anche i suoi ex compagni di scuola di Gubbio, la città umbra dove è cresciuto prima di trasferirsi in Germania con la famiglia. Una serata particolare per il centravanti, che da bambino tifava Milan e oggi si presenta alla Scala del Calcio con la maglia dei campioni del Belgio.
Da Gubbio alla Champions League, passando per Hannover
Il legame con l'Umbria risale agli anni dell'infanzia. Nell'estate del 2017 il giovane calciatore lasciò Gubbio per trasferirsi ad Hannover, dove avrebbe proseguito il proprio percorso sportivo. Prima della partenza aveva frequentato la scuola nella città e giocato nelle formazioni giovanili locali. La decisione di invitare i vecchi compagni a Milano nasce proprio da quell'esperienza, condivisa prima che la carriera calcistica prendesse una dimensione internazionale. A seguirlo sugli spalti ci sarà anche il padre Emanuele, ex difensore dell'Atalanta, che ha accompagnato il figlio nella crescita sportiva.
Le prime reti di Tresoldi arrivarono sul campo del Fontanelle, una società dilettantistica della campagna eugubina. Marco Bedini, il tecnico che lo allenava, ricorda un ragazzino ancora fisicamente esile ma già capace di confrontarsi con avversari più grandi. Nella stagione 2016-17 realizzò 12 gol giocando sotto età, contro ragazzi che avevano anche due anni più di lui. Il campo si trovava accanto a una distesa di girasoli, diventata uno dei ricordi più caratteristici della sua formazione. A quell'epoca divideva il proprio tempo tra il calcio e il tennis, disciplina alla quale aveva dedicato particolare attenzione prima di scegliere definitivamente il pallone.
Il percorso nelle giovanili italiane non fu privo di difficoltà. Sostenne provini con Atalanta, Milan, Fiorentina, Bologna e Juventus, senza riuscire a ottenere un posto nei rispettivi settori giovanili. I rifiuti non interruppero la sua attività agonistica e il trasferimento in Germania gli offrì nuove possibilità. Nell'esperienza tedesca sviluppò le qualità da centravanti che gli avrebbero consentito di arrivare al calcio professionistico e successivamente al campionato belga.
Il padre Emanuele racconta il sogno rossonero e la scelta della Nazionale
Il rapporto con il Milan è uno degli aspetti più curiosi della sfida contro i nerazzurri. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il padre ha raccontato che il figlio è tifoso rossonero fin dall'infanzia e che il suo desiderio sarebbe indossare un giorno quella maglia. A farlo innamorare della squadra furono soprattutto Kakà, Filippo Inzaghi e Alexandre Pato, protagonisti del club negli anni in cui il giovane attaccante iniziava a seguire il calcio. Una passione che, secondo il racconto familiare, non è cambiata neppure dopo il trasferimento all'estero.
Un altro tema riguarda la Nazionale. Nato in Italia e cresciuto calcisticamente anche in Germania, il centravanti è legato a entrambi i Paesi. Emanuele ha spiegato che l'eventuale scelta tra la maglia azzurra e quella tedesca dipenderà soprattutto dai sentimenti del figlio. Il giocatore ha già rappresentato la Germania a livello giovanile, partecipando al percorso di qualificazione all'Europeo Under 21 del 2027, nel quale ha realizzato 10 reti, conquistando il primato dei marcatori tra i nove gironi.
I gol in Belgio e l'esordio europeo contro l'Aston Villa
Tresoldi arriva alla trasferta milanese dopo aver segnato nella prima partita europea contro l'Aston Villa, incontro terminato con la vittoria degli inglesi per 3-2. Anche l'Inter ha iniziato la fase campionato con una sconfitta, perdendo 2-1 a Madrid contro il Real. Nel torneo belga, invece, il centravanti ha trovato continuità realizzativa. Sabato 10 ottobre è andato a segno nella vittoria esterna per 4-1 contro La Louvière, raggiungendo quattro reti nelle prime otto giornate, con 611 minuti complessivi di impiego.
Il Bruges occupa il secondo posto nel campionato nazionale con 21 punti, frutto di sette vittorie e una sconfitta. Davanti ai campioni in carica c'è il Gent, primo con 22 punti grazie a sette successi e un pareggio. La squadra allenata da Ivan Leko utilizza prevalentemente un 4-2-3-1, che può trasformarsi in un 4-3-3, e sviluppa il proprio gioco attraverso il possesso del pallone e le iniziative degli esterni. Nelle prime sette partite di Pro League ha registrato una media del 63% di possesso, con 611 passaggi a incontro e una precisione dell'88%.
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