Il giorno perfetto di Giacomel, la follia del Corpo e poi quel silenzio ad Anterselva
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Redazione Sport
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Ad Anterselva, ieri, l’aria sottile si è fatta improvvisamente pesante per i colori azzurri. Nel giorno che doveva essere quello della consacrazione definitiva, o quantomeno del riscatto dopo un’Olimpiade fin lì avara di soddisfazioni individuali, Tommaso Giacomel è stato tradito dal suo stesso corpo. Il biatleta trentino, 25 anni, era scattato dai blocchi di partenza della mass start 15 km con la determinazione di chi vuole lasciare un segno indelebile su questi Giochi di casa. E i primi due poligoni avevano raccontato proprio quella storia lì: una precisione chirurgica, dieci bersagli centrati su diece, e quel primo posto virtuale in compagnia dei migliori interpreti della disciplina, dai norvegesi Sturla Holm Laegreid e Johannes Dale-Skjevdal al francese Quentin Fillon Maillet -5.
Poi, nel corso del terzo giro, l’incubo. Un rallentamento prima vistoso, quasi inspiegabile per uno che stava dettando il ritmo, e infine la decisione di fermarsi, accasciandosi a bordo pista. Il pubblico, che un minuto prima sognava una medaglia, è piombato in un silenzio carico di angoscia. Come ricostruito dalla Federazione Italiana Sport Invernali, l'azzurro ha accusato un improvviso dolore al fianco, un malessere che gli impediva di respirare correttamente e, di conseguenza, di proseguire la gara -3-6. I medici della squadra lo hanno immediatamente assistito sul posto, per poi trasferirlo alla clinica mobile allestita in zona per accertamenti più approfonditi -1.
Le ore successive, seppur tese, hanno portato una parziale rassicurazione. Lo stesso Giacomel, dal letto d'ospedale dove è stato sottoposto a ecografia ed elettrocardiogramma, ha voluto spegnere sul nascere le voci più preoccupanti -10. Gli esami hanno escluso complicazioni serie e l’atleta è già tornato autonomamente nel box azzurro -1. Tuttavia, lo sfogo social del primierotto è la fotografia più autentica dello strazio vissuto: "La sensazione peggiore che abbia mai provato in vita mia finora", ha scritto, parlando di un che improvvisamente "ha smesso di funzionare correttamente" mentre lui cercava di procedere a fatica, "Frustrazione, rabbia, delusione. È devastante" -1-2.
La legge norvegese e il podio che profuma di rivincita
Mentre l’Italia metabolizzava il colpo e teneva il fiato sospeso per le condizioni del suo campione, in pista la competizione proseguiva inesorabile, seguendo il copione già visto tante volte in questa rassegna olimpica. La Norvegia ha piazzato il suo sigillo sulla gara, con una prestazione mostruosa di Johannes Dale-Skjevdal. Il norvegese è stato l’unico del lotto a chiudere con un perfetto venti su venti al tiro, un'accuratezza che gli ha permesso di viaggiare in solitaria verso l’oro, tagliando il traguardo con il tempo di 39'17"1 -5-8. Dietro di lui, a completare una domenica di trionfo per i colori scandinavi, è giunto il solido Sturla Holm Laegreid, che con l’argento ha arricchito ulteriormente una collezione personale che in questi Giochi lo ha visto sempre sul podio in ogni individuale -5.
Il bronzo, invece, porta la firma del francese Quentin Fillon Maillet, e porta con sé il sapore di una piccola impresa. Nonostante ben quattro errori al poligono, errori che avrebbero sepolto le speranze di chiunque altro, il transalpino ha imbracciato gli sci con una rabbia furiosa nell'ultima tornata, rimontando posizioni e andando a riprendersi il gradino più basso del podio a discapito del tedesco Philipp Horn, quarto -5. Per gli altri due azzurri in gara, Lukas Hofer e Nicola Romanin, la giornata si è rivelata in salita sin dalle prime battute, complici otto errori complessivi al tiro che li hanno relegati in venticinquesima e ventottesima posizione, lontanissimi dai primi -5-6.
Un argento nel cuore e un futuro da scrivere
La vicenda di Tommaso Giacomel, al netto della delusione bruciante per un sogno infranto a pochi chilometri dal possibile compimento, resta quella di un atleta che, nonostante tutto, ha già dimostrato il suo valore in questa rassegna a cinque cerchi. Il suo contributo, va ricordato, è stato fondamentale per la medaglia d’argento conquistata dall’Italia nella staffetta mista in apertura di Giochi, un metallo prezioso che rimane nel medagliere azzurro e che attesta il suo spessore in un contesto internazionale -7-9.
Ora, per il 25enne di Vipiteno, si apre una fase di accertamenti per comprendere la natura esatta di questo malore, di questo "forte dolore al fianco che gli impediva di respirare" come riferito dalla Fisi -8. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, verranno effettuati ulteriori approfondimenti per fare piena luce sull'accaduto -6. Quella che poteva essere la gara della vita, e che invece si è trasformata in un improvviso e drammatico stop, lascia in eredità l'amaro in bocca e tanta, troppa, rabbia per un'occasione che sembrava perfetta. La stagione, però, non è finita: la Coppa del Mondo attende Giacomel, secondo in classifica generale, per la volata finale di marzo tra Finlandia, Estonia e Norvegia -7.




