Tommaso Giacomel si ritira dalla mass start mentre era in testa: un malore al fianco spezza il sogno dell’azzurro

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   L’aria frizzante di Anterselva, quella che per un intero pomeriggio aveva profumato di impresa, si è gelata all’improvviso in un silenzio carico di incredulità. Era successo qualcosa di inaspettato lungo il tracciato della mass start maschile, l’ultimo atto individuale del biathlon per questi Giochi di Milano Cortina 2026, e migliaia di cuori, lassù in tribuna, hanno smesso di battere per un istante. Tommaso Giacomel, il talento trentino su cui l’Italia aveva riposto le sue speranze di medaglia, stava disputando una gara semplicemente perfetta quando il suo fisico, di colpo, ha detto basta. Dopo aver domato con la precisione di un orologiaio i primi due poligoni a terra, centrando tutti e dieci i bersagli con una disinvoltura che lasciava presagire qualcosa di grosso, l’azzurro si trovava saldamente in testa al gruppone, pronto a lottare con i norvegesi Sturla Holm Laegreid e Johannes Dale-Skjevdal e con il francese Quentin Fillon Maillet. Poi, nel corso del terzo giro, la progressione si è improvvisamente spezzata. Un rallentamento prima vistoso, poi un’affanno sempre più marcato, e infine la decisione, dolorosa ma inevitabile, di fermarsi a bordo pista, togliere gli sci e consegnare il pettorale allo staff medico che nel frattempo era accorso.

Un dolore improvviso mentre il sogno era lì, a portata di fucile

La dinamica di quanto accaduto è stata chiarita poche decine di minuti dopo dal responsabile medico della squadra, intervenuto prontamente per assistere Giacomel. Il problema, a quanto pare, non riguardava la condizione atletica o la tensione della gara, ma un fastidio subdolo e debilitante. L’azzurro, come riferito poi dalla Federazione Italiana Sport Invernali, ha accusato un “improvviso dolore al fianco che gli impediva di respirare al meglio”, una sensazione che rende semplicemente impossibile spingere sugli sci ai ritmi imposti da una competizione olimpica. Non si è trattato di una caduta né di un errore di valutazione tattica, ma di un vero e proprio malore fisico che ha costretto il venticinquenne di Vipiteno ad alzare bandiera bianca proprio quando la sua prestazione aveva raggiunto l’apice della brillantezza. In quel momento, dopo aver guidato la corsa con autorità, l’illusione di poter finalmente lasciare il segno in una rassegna a cinque cerchi che fin lì lo aveva visto protagonista in negativo si era fatta palpabile, quasi tangibile. Invece, in pochi chilometri, dalla vetta della classifica si è passati all’amaro epilogo del ritiro, mentre il pubblico sugli spalti, inizialmente incredulo, prendeva lentamente coscienza di ciò che stava accadendo.

L’incubo olimpico di Giacomel si consuma ad Anterselva

Chi arrivava da una delusione, questa stagione, lo sa bene: l’Olimpiade di casa non ha regalato le gioie sperate a Tommaso Giacomel. Dopo l’argento nella staffetta mista, conquistato con i compagni di squadra, il giovane fenomeno azzurro aveva più volte manifestato il desiderio di centrare un podio individuale, un traguardo che sembrava alla sua portata visti i precedenti in Coppa del Mondo. Invece, la sprint lo aveva visto chiudere mestamente al ventiduesimo posto, seguito da un nono posto nell’inseguimento e da un sesto nella venti chilometri individuale che aveva solo sfiorato la gloria. La mass start rappresentava l’ultima chiamata, l’occasione per voltare pagina, per dimostrare che i tre errori al poligono della sprint erano stati solo un incidente di percorso. E per metà gara, tutto filava liscio: la neve, le condizioni, la mira, tutto sembrava convergere verso un finale da sogno. Poi, quel dolore al fianco ha spento le speranze, trasformando un’annata che poteva essere trionfale in un incubo sportivo senza precedenti, con l’immagine dell’azzurro costretto a fermarsi che rimarrà a lungo impressa nella memoria degli appassionati.

Il verdetto della pista e i successivi accertamenti medici

Mentre Giacomel lasciava la scena, assistito dal personale sanitario, la gara proseguiva inesorabile verso la sua naturale conclusione, decretando i nuovi campioni. Il norvegese Johannes Dale-Skjevdal, con una prestazione solida e senza errori al poligono, ha messo le mani sull’oro, precedendo il connazionale Laegreid, argento, e il francese Fillon Maillet, che ha rimontato fino a conquistare il bronzo. Per gli altri italiani in gara, Lukas Hofer e Nicola Romanin, la giornata non ha regalato soddisfazioni: entrambi hanno chiuso nelle retrovie, lontani dai battistrada, con diversi errori al tiro che hanno compromesso le loro gare. Nel frattempo, l’attenzione era tutta concentrata sulle condizioni di Giacomel. Il bollettino medico diffuso dalla Fisi, che ha parlato di un malore superato e di un atleta che ora sta meglio e si muove autonomamente, ha riportato un cauto ottimismo. Resta però la delusione cocente per un’occasione sfumata nel modo più crudele, mentre l’azzurro, dopo essersi fermato a bordo pista e aver ricevuto le prime cure, è stato portato via per accertamenti più approfonditi, con l’amaro in bocca per un sogno infranto a pochi chilometri dal traguardo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.