Ranocchia: “Conosco sia Conte che Lukaku: quando ieri si sono rivisti...”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La dinamica che contrappone Antonio Conte a Romelu Lukaku, all’ombra del Vesuvio e nelle stanze del centro sportivo di Castel Volturno, ha trovato un osservatore d’eccezione nella voce di chi quel gruppo lo ha condiviso nello spogliatoio dell’Inter. Andrea Ranocchia, ex difensore e oggi commentatore televisivo, è stato intervistato in esclusiva da Gennaro Arpaia per le pagine de “Il Mattino”, offrendo una chiave di lettura che prescinde dai formalismi per addentrarsi nella psicologia dei due protagonisti. Colui che è stato uno dei pilastri della difesa nerazzurra – oltre che compagno di reparto del gigante belga – ha infatti tracciato un parallelo tra il passato e il presente, rivelando come l’allenatore leccese non possa aver accolto con favore l’allontanamento e l’incomprensione recente, soprattutto considerando l’affetto storico che lega le due parti.

“Il mister non sarà felice, Romelu era un pilastro”

Ranocchia, che insieme a Conte ha sollevato un trofeo fondamentale e che ancora oggi lo definisce un vero e proprio “papà sportivo”, non ha usato giri di parole nel commentare il gelo che si è creato tra l’allenatore e l’attaccante. Secondo la sua analisi, il tecnico del Napoli difficilmente avrà digerito la frattura, proprio perché Lukaku rappresentava per lui un punto fermo su cui costruire la battaglia per la corsa Champions. “Conoscendo il mister – ha spiegato l’ex numero 23 – non sarà stato molto felice di quanto accaduto, Romelu per lui è sempre stato un pilastro”. Ranocchia ha aggiunto, con quella schiettezza che contraddistingue chi ha vissuto lo spogliatoio e le dinamiche di potere interne, che l’urgenza del momento storico impone però una tregua. “Anche se adesso nella sua testa c’è solo la qualificazione Champions e la conferma del secondo posto”, ha sottolineato, indicando come l’obiettivo europeo stia momentaneamente mettendo una riga sui dissapori personali.

Lo strano caso e il confronto a Castel Volturno

Ciò che trapela dal racconto dei fatti, confermato dalla ripresa degli allenamenti sul finire della settimana, è un’atmosfera di normalizzazione forzata. Ieri, al rientro del calciatore dopo il periodo di riabilitazione sostenuto in Belgio, c’è stato un faccia a faccia chiarificatore con l’allenatore; sebbene Lukaku si stia ancora allenando in disparte rispetto al gruppo, la sensazione è che l’addio a fine stagione – sebbene ormai considerato irreversibile dalla piazza – non debba contaminare le ultime, decisive gare di campionato. Ranocchia, da profondo conoscitore del carattere di entrambi, ha parlato di una situazione “molto strana” vista dall’esterno, ribadendo la stima per un ragazzo (“un ragazzo d’oro”, lo definisce) che nei momenti di difficoltà tende a chiudersi nella propria solitudine. L’analisi dell’ex difensore si concentra quindi sull’aspetto umano: "Negli spogliatoi ci si tende sempre la mano", ha ricordato, lasciando intendere che la professionalità potrebbe prevalere sulla ruggine, almeno fino al termine della corsa verso il traguardo della prossima Champions League.

Concentrazione totale in vista del Bologna

Il Napoli, intanto, ha ripreso la marcia d’avvicinamento al posticipo di lunedì sera al Maradona contro il Bologna, un match che rappresenta un crocevia fondamentale per staccare il pass per l’Europa che conta. La squadra di Conte, reduce da una stagione costellata da infortuni e frizioni che hanno decimato il gruppo dei cosiddetti “senatori”, sa bene che non c’è spazio per distrazioni. Ranocchia, nel commentare la difficoltà dell’annata degli azzurri, ha ricordato come il tecnico abbia dovuto fare a meno progressivamente di elementi chiave, eppure senza la sua mano, secondo l’ex interista, il club non sarebbe attualmente saldamente agganciato al secondo posto in classifica. La vicenda Lukaku, dunque, viene incanalata in un silenzio operativo: l’attaccante resta a disposizione, il confronto diretto ha placato le acque e tutto il resto – comprese le valutazioni sul futuro del tecnico o del calciatore – viene messo in pausa. Per Ranocchia, che di quei metri quadri di spogliatoio conosce l’odore e le regole non scritte, l’importante è che nulla disturbi la marcia di avvicinamento verso un obiettivo che, per la società di De Laurentiis, vale una stagione intera.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.