Ranocchia: “L’Inter sarà inseguita per molto tempo, per ora è inarrivabile”
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Redazione Sport
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La doppietta, quella vera, non lascia spazio a interpretazioni. L’Inter, dopo essersi assicurata lo scudetto, ha messo in bacheca anche la Coppa Italia, la decima della sua storia, e il dato – a distanza di sedici anni dall’ultimo “doblete” – racconta da solo la dimensione di questa stagione. Negli studi di Sport Mediaset, l’ex difensore nerazzurro Andrea Ranocchia, visibilmente soddisfatto, ha commentato l’ennesimo successo di una squadra che, a suo dire, “dovrà essere inseguita per molto tempo, perché per adesso è inarrivabile”. Ranocchia, che ha avuto la fortuna di condividere lo spogliatoio con molti degli attuali protagonisti, ha definito questa affermazione come “la ciliegina sulla torta di una stagione bellissima”, sottolineando senza troppi giri di parole come il divario attuale sia, quantomeno per ora, incolmabile.
La festa dell’Olimpico e le parole di Chivu
Sul prato dell’Olimpico, dopo il triplice fischio, è stata una marea nerazzurra a celebrare l’ennesimo trofeo. Cristian Chivu, alla guida di un gruppo che non molla mai, ha voluto rimarcare un aspetto spesso trascurato: la non ovvietà del risultato. “Ce lo siamo meritati, abbiamo fatto una buona stagione. Siamo tutti felici per quello che abbiamo superato, per i tifosi e per la società, che ci ha sempre supportato”, ha spiegato l’allenatore, correndo subito dopo a tuffarsi nei festeggiamenti. La sua analisi, asciutta e priva di retorica, mette in luce il lavoro sotterraneo – quello che non finisce in prima pagina – grazie al quale si sono superati momenti di difficoltà che, in altre annate, avrebbero potuto far deragliare il progetto.
Lautaro e quella “energia speciale” che riporta al 2023
C’è un momento, in una finale, che cambia la percezione dell’intera partita. Quando Lautaro Martinez ha scavalcato la barriera a bordo campo per andare a esultare sotto i tifosi, l’Olimpico ha vibrato di un’energia speciale, unica, inarrestabile. Una scintilla che ha scatenato un incendio, e che per molti ha rappresentato il richiamo a un’altra data fondamentale: il 24 maggio 2023. Quel giorno, nella stessa identica porta, l’attaccante argentino segnò una doppietta nella finale contro la Fiorentina, regalando alla squadra il nono trofeo nazionale. Stavolta il gol è servito per il decimo, e Lautaro lo ha definito “una vittoria di grande significato”, senza bisogno di aggiungere altro. La sostanza, del resto, parlava già da sé sotto forma di coppa alzata al cielo.
Dumfries, gli assist e la “fame” che non si placa
Denzel Dumfries, tornato a fornire giocate decisive, ha rivelato un piccolo retroscena che aiuta a capire lo spogliatoio nerazzurro. “Sono tornato a fare assist, Lautaro era arrabbiato...”, ha detto l’olandese, lasciando intendere una pressione positiva – quasi un’esigenza interiore – che alimenta il gruppo. L’appetito, viene da pensare, vien mangiando, e questa Inter ha dimostrato di avere ancora fame. Dopo la premiazione, in tanti tra i calciatori si sono scatenati nei festeggiamenti sul prato, rilasciando interviste post partita che restituiscono l’immagine di una squadra solida, consapevole della propria forza ma anche di quanto sia costato arrivare fin lì. Una serata, quella romana, che scrive una nuova pagina di storia senza però concedersi facili entusiasmi: Chivu e i suoi sanno bene che essere inseguiti, da domani, sarà un’altra partita.




