Nissan dà una seconda vita alle batterie della Leaf: Fiumicino punta sull’accumulo green

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’aeroporto di Fiumicino, il più grande hub italiano per il traffico internazionale, ospita un progetto innovativo che potrebbe cambiare il futuro della gestione energetica. Nissan, in collaborazione con Aeroporti di Roma (ADR) e grazie al cofinanziamento dell’Innovation Fund UE, ha avviato il ricondizionamento dei pacchi batteria delle sue vetture elettriche Leaf, destinandoli a un sistema di accumulo (BESS – Battery Energy Storage System) che alimenterà parte delle infrastrutture aeroportuali. Un’iniziativa che, oltre a ridurre gli sprechi, si allinea con l’obiettivo di ADR di raggiungere emissioni nette zero entro il 2030.

Il progetto, denominato PIONEER (airPort sustaInability secONd lifE battEry stoRage), è stato sviluppato insieme a Enel e con il supporto scientifico dell’istituto tedesco Fraunhofer. Si tratta del più grande impianto di storage in Italia – e tra i principali in Europa – a utilizzare batterie "second-life", ovvero quelle che, pur non essendo più ottimali per la trazione di un’auto, conservano ancora circa il 70-80% della loro capacità residua. Un modo per applicare concretamente i principi dell’economia circolare, evitando lo smaltimento precoce di materiali ancora preziosi.

L’impianto, che sorge nell’area dello scalo romano, ha una potenza di 1 MW/1 MWh e servirà a immagazzinare l’energia prodotta da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, per poi redistribuirla nei momenti di maggiore richiesta o quando la produzione cala, ad esempio di notte. Un sistema flessibile che, oltre a ottimizzare i consumi, contribuirà a stabilizzare la rete elettrica locale, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.

La scelta di Fiumicino non è casuale: gli aeroporti, con il loro fabbisogno energetico costante e elevato, rappresentano un banco di prova ideale per soluzioni di questo tipo. Se l’esperimento avrà successo, potrebbe aprire la strada a un modello replicabile anche in altri contesti industriali, dimostrando che il riutilizzo delle batterie dei veicoli elettrici non è solo una teoria, ma una realtà in grado di accelerare la transizione ecologica.

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