Venezuela in bilico: le elezioni presidenziali del 2024

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La campagna elettorale in Venezuela si è conclusa, lasciando il paese in attesa delle elezioni presidenziali previste per domenica 28 luglio. Il presidente Nicolas Maduro, leader del partito socialista di ispirazione chavista, è alla ricerca di un terzo mandato. Tuttavia, il suo partito si trova ad affrontare una difficile prova elettorale.

Maduro e il suo regime

Negli ultimi undici anni, il Venezuela è stato governato da Nicolás Maduro. Eletto per la prima volta nel 2013, Maduro è stato poi rieletto nel 2018. Il suo regime autoritario ha avuto gravi ripercussioni sull'economia del paese e sulla tutela dei diritti umani.

L'opposizione si fa sentire

Per la prima volta dal 2013, i principali partiti di destra, che nel 2018 avevano optato per boicottare le presidenziali, presentano un proprio candidato, Edmundo González Urrutia. Nonostante sia una terza scelta, dopo l'inabilitazione politica della golpista María Corina Machado e l'esclusione di fatto della filosofa e docente universitaria Corina Yoris, l'opposizione radicale si sta facendo sentire.

Il futuro del Venezuela

Indipendentemente dall'esito delle elezioni, il Venezuela che emergerà non sarà un paese pacificato. Se dovesse vincere la destra radicale, la deriva ultraliberista che ne seguirebbe aprirebbe una stagione di grande instabilità. Al contrario, se Maduro dovesse essere rieletto, è probabile che l'opposizione radicale griderà ai brogli, come è avvenuto puntualmente a ogni processo elettorale a cui ha preso parte.

Il voto dei venezuelani

Il 28 luglio, i venezuelani andranno alle urne per eleggere il presidente. Nonostante gli undici anni di regime autoritario di Maduro abbiano avuto gravi ripercussioni sull'economia del paese e sulla tutela dei diritti umani, non è detto che sia arrivata l'ora del cambiamento. L'importanza del voto in Venezuela è sottolineata dalla dichiarazione dei vescovi venezuelani dell'11 luglio scorso, che parlano delle elezioni come di "festa della democrazia" e invitano i cittadini del Paese a esercitare il loro diritto.

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