Femminicidio a Settala, la figlia di 10 anni chiama i soccorsi: "Ha ucciso la mamma"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   "Mi hanno suonato verso le 11.30 i carabinieri chiedendomi se avessi una bambina e mi hanno spiegato che li aveva chiamati una bimba per chiedere aiuto. Lui intanto ha iniziato a bussarmi alla parete". La voce tremante è quella di una vicina di casa di Amina Sailouhi, la 43enne uccisa a coltellate dal marito, Khalid Achak, 50 anni, nella loro abitazione di via Cerca a Settala. Un gesto efferato consumato davanti alla figlia di 10 anni, che, svegliatasi dopo l’aggressione, ha trovato il corpo senza vita della madre e ha allertato il 118.

Alcuni residenti del palazzo hanno raccontato di aver udito urla provenire dall’appartamento poco prima delle 22, ma l’allarme è scattato solo un’ora dopo, quando la bambina ha compiuto quella chiamata che ha portato all’intervento delle forze dell’ordine. Achak, al loro arrivo, ha confessato gridando: «L’ho ammazzata». L’uomo, dipendente da alcol secondo fonti vicine all’indagine, lavorava in un’azienda locale e, come riferito da diversi condomini, era già noto per comportamenti problematici. «In tanti nel palazzo hanno avuto problemi con lui», ha aggiunto la vicina.

Il sindaco di Settala, Massimo Giordano, ha dichiarato che la famiglia era "già attenzionata dai servizi sociali", sottolineando come «tutto fosse stato fatto secondo le procedure». «Non si poteva andare oltre – ha spiegato –, e mi era sembrato di capire che non ci fossero situazioni che richiedessero interventi ulteriori». Parole che lasciano intendere come, nonostante i segnali, il sistema di protezione non sia riuscito a evitare il peggio.

Quella di Settala non è stata l’unica tragedia della notte. In poche ore, due ragazzi sono rimasti uccisi in episodi di violenza, mentre un’altra donna è stata accoltellata dal compagno. Una concatenazione di eventi che ha riacceso il dibattito sulla necessità di prevenire le escalation domestiche, spesso annunciate ma difficili da intercettare in tempo.

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