Ucraina, leader Ue (senza Ungheria) a Trump: "Kiev sia libera di decidere il suo futuro"
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Redazione Esteri
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Mentre si avvicina il vertice in Alaska tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il suo omologo russo Vladimir Putin, i leader europei – con l’eccezione dell’Ungheria di Viktor Orbán – hanno ribadito il loro sostegno all’Ucraina, sottolineando che qualsiasi accordo di pace dovrà rispettare i principi di sovranità e integrità territoriale. In una dichiarazione congiunta, i 26 Paesi dell’Ue hanno espresso apprezzamento per gli sforzi diplomatici di Trump, pur ricordando che una soluzione duratura non potrà prescindere dal diritto internazionale, incluso il divieto di modificare i confini con la forza.
La presa di posizione arriva in un momento delicato, segnato da trattative che vedono Washington e Mosca protagoniste, mentre l’Europa cerca di ritagliarsi un ruolo pur essendo esclusa dal tavolo negoziale. “L’Ue e gli Stati membri sono pronti a contribuire con garanzie di sicurezza”, si legge nel testo, che tuttavia precisa come tali impegni dovranno essere allineati alle politiche di difesa dei singoli Paesi, senza trascurare gli interessi collettivi. Un passaggio che riflette le tensioni interne, soprattutto dopo l’opposizione ungherese, unica a dissociarsi dalla dichiarazione.
Intanto, domani mattina Trump e il vicepresidente J.D. Vance discuteranno in una videochiamata con Volodymyr Zelensky e i leader europei. L’agenda prevede un primo confronto tra Kiev e i rappresentanti Ue, seguito da un secondo collegamento con l’amministrazione americana e, infine, una terza chiamata che coinvolgerà una coalizione più ampia, comprendente anche Regno Unito e Canada. Un calendario fitto, che dimostra l’urgenza di coordinare le strategie prima del faccia a faccia in Alaska, dove la questione ucraina sarà al centro del dibattito.




