Mazda conferma: la nuova MX-5 resterà sotto la tonnellata e punterà su un 2.5 aspirato
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nel panorama automobilistico contemporaneo, dominato da una crescente elettrificazione e dalla ricerca spasmodica di tecnologie ibride, c’è chi sceglie consapevolmente di remare controcorrente. È il caso di Mazda, che si prepara a scrivere un nuovo, entusiasmante capitolo della storia della sua iconica MX. Il marchio giapponese, fedele ai valori che hanno decretato il successo di questa spider in tutto il mondo, ha svelato i primi dettagli della prossima generazione, attesa entro il 2027, puntando su una ricetta tanto semplice quanto efficace: divertimento di guida, leggerezza e accessibilità.
La conferma più attesa dagli appassionati arriva proprio sul fronte del peso, un elemento cruciale per l’anima della roadster. Manabu Osuga, general manager global sales and marketing della casa, ha ribadito in un’intervista alla testata australiana GoAuto l’obiettivo di mantenere la vettura al di sotto dei mille chilogrammi, applicando la stessa filosofia progettuale “gram strategy” già adottata con successo per la generazione attuale. Un traguardo ambizioso, se si considera il contesto normativo e tecnologico attuale, ma che il costruttore nipponico intende raggiungere senza ricorrere a soluzioni ibride: secondo quanto dichiarato, la tecnologia full hybrid, con il suo inevitabile sovrappeso (stimato tra i 150 e i 200 kg in più), verrebbe infatti percepita come un tradimento dello spirito originario della vettura, venendo pertanto scartata per questa specifica evoluzione.
Il motore cresce, la potenza resta equilibrata
Se la leggerezza rappresenta il mantra, il nuovo propulsore rappresenta la sfida tecnica più affascinante. A differenza di quanto accade su molti segmenti, Mazda non cederà alla tentazione del downsizing o della sovralimentazione forzata. Le indiscrezioni, alimentate da un’intervista rilasciata a Road & Track dal responsabile tecnico Ryuichi Umeshita e dal direttore del design Masashi Nakayama, parlano chiaro: sotto il cofano troverà posto il nuovo quattro cilindri Skyactiv-Z, un 2.5 litri aspirato completamente inedito. La scelta di aumentare la cilindrata rispetto agli attuali 1.5 e 2.0 litri non è dettata da una folle ricerca di potenza massima, ma dalla necessità di adeguarsi ai severi standard emissivi (come la futura normativa Euro 7) senza sacrificare la risposta del motore. Umeshita ha infatti precisato che, pur adottando una combustione “lambda one” per ottimizzare l’efficienza, l’incremento di cubatura serve a compensare eventuali perdite di potenza, mantenendo le prestazioni allineate a quelle delle migliori versioni attuali (nell’ordine dei 180-200 cavalli).
Mazda conferma inoltre la presenza del cambio manuale, elemento ritenuto imprescindibile per il “pacchetto” di guida, nonostante la tendenza del mercato globale verso soluzioni automatiche o robotizzate. I vertici dell’azienda hanno sottolineato che, per ora, non è prevista una versione completamente elettrica per questa generazione: l’autonomia e il peso di una batteria sarebbero ancora troppo penalizzanti. Tuttavia, non si esclude del tutto un futuro ibrido leggero (mild-hybrid), qualora la tecnologia evolvesse al punto da non compromettere l’agilità che da sempre contraddistingue la due posti giapponese.
Dimensioni compatte e assenza di compromessi
L’ossessione per la leggerezza si riflette inevitabilmente anche sulle dimensioni. Masashi Nakayama, massimo responsabile del design, ha ribadito l’intenzione di mantenere la lunghezza sotto i quattro metri, un dato che rassicura chi temeva un inevitabile “ingrossamento” della vettura. Questa scelta, coerente con l’eredità lasciata dalla generazione ND (quella attuale) e dalla mitica versione limitata 990S giapponese, sacrifica volutamente lo spazio interno a favore di una maneggevolezza superiore. Le recenti dichiarazioni dei vertici Mazda spazzano via, dunque, i timori di un futuro ibrido pesante o di un’elettrica sovradimensionata: la prossima MX-5 rimarrà fedele al concetto di “analogica” per eccellenza, confermando che, anche in un’epoca dominata dalla tecnologia, esiste ancora spazio per una vettura costruita attorno al solo piacere di guida.




