La nuova Alfa Romeo Stelvio slitta al 2028: il Biscione cambia strategia e riparte da zero
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Redazione Economia
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Era il 2017, quasi un decennio fa, quando l’Alfa Romeo decise di varcare la soglia del segmento dei SUV premium con la Stelvio, un modello che fin da subito fece parlare di sé per le sue doti dinamiche sopraffine, pur mostrando qualche incertezza sul fronte della qualità percepita degli interni e della dotazione tecnologica di serie. Da allora, salvo l’introduzione della strumentazione digitale e dei fari a matrice di LED, il SUV del Biscione è rimasto sostanzialmente fedele a se stesso, invecchiando con dignità ma senza veri stravolgimenti. Eppure, mentre ci si apprestava a salutare l’arrivo della sua erede, ecco la svolta: il futuro della Stelvio, anziché profilarsi all’orizzonte del 2025 come inizialmente previsto, si allontana, e di parecchio, slittando ufficialmente alla primavera del 2028.
Il 21 maggio 2026: una data chiave per capire le sorti del SUV
La giornata dedicata agli investitori di Stellantis, fissata per il 21 maggio 2026, potrebbe rivelarsi il palcoscenico scelto per svelare le prime anticipazioni sulla nuova generazione, anche se il debutto fisico, quello con le ruote sull’asfalto, rimane confinato tra due anni. A confermare lo slittamento è stato lo stesso amministratore delegato di Alfa Romeo, Santo Ficili, il quale, intervistato da Auto Express, ha spiegato le ragioni di un ritardo che non è meramente logistico, ma strategico e profondo. Il progetto, inizialmente concepito per abbracciare in toto la filosofia elettrica, è stato letteralmente rivoltato come un calzino: l’idea di una Stelvio a batteria ha lasciato il posto a una visione più pragmatica, che prevede l’integrazione di motorizzazioni ibride e termiche, adattandosi così a un mercato che, specialmente in Europa, mostra segnali di frenata verso il full electric.
Non si tratta, però, di un semplice aggiornamento di gamma. Ficili ha parlato di una vera e propria ripartenza, sottolineando come la necessità di passare da un’architettura nativa elettrica a una multi-energy, basata sulla piattaforma STLA Large, abbia imposto di riconsiderare l’intera ossatura del veicolo: dalle geometrie delle sospensioni all’architettura elettronica, passando per i sistemi di connettività. Un ripensamento che, coinvolgendo l’intera galassia Stellantis, obbliga i tempi tecnici a dilatarsi. E così, mentre i diretti concorrenti macinano chilometri di mercato, l’attuale Stelvio continuerà a essere prodotta nello stabilimento di Cassino fino a tutto il 2027, accompagnata da edizioni speciali pensate per tenere alto il fascino del marchio in attesa del ricambio generazionale.
Piattaforma e design: le incognite di una rivoluzione annunciata
Proprio sulla piattaforma si gioca una delle partite più affascinanti e controverse. Se da un lato l’utilizzo della STLA Large – già sperimentata su modelli come la Dodge Charger – appare ormai certo, dall’altro emerge un acceso dibattito, anche tra gli appassionati, sulla possibilità che Alfa Romeo possa invece optare per un’evoluzione della celebre piattaforma Giorgio, quella che ha reso grande la Stelvio uscente. La prima garantisce modularità e supporto nativo per tutte le alimentazioni, inclusi i potenti sei cilindri Hurricane usati da Dodge, ma rischierebbe di tradire quel DNA così intimamente legato alla vecchia architettura; la seconda, pur essendo un’eccellenza ingegneristica, richiederebbe compromessi per ospitare batterie di grossa taglia.
Parallelamente, si rincorrono le ipotesi sul look. I primi brevetti e le foto spia lasciavano intravedere linee più filanti, una calandra dal disegno inedito e una coda dal taglio decisamente coupé, quasi a voler strizzare l’occhio a un’aerodinamica da record. Ma con il dietrofront strategico, nulla è scolpito nella pietra. Si vocifera che il feedback raccolto dai clienti e la nuova visione aziendale possano aver spinto i designer a ritoccare più volte i bozzetti, cercando un equilibrio che sappia unire innovazione e rispetto per una tradizione stilistica che ha pochi eguali.
Motori e prospettive per il futuro del Biscione
Sotto il cofano, la gamma si preannuncia quindi variegata. Alla versione puramente elettrica, che potrebbe erogare potenze vicine ai 700 cavalli, si affiancheranno molto probabilmente delle ibride plug-in e, forse, delle più tradizionali varianti a benzina, qualora le normative europee lo consentano ancora. E per i puristi delle prestazioni, è già stato annunciato che la Quadrifoglio tornerà, ma in una veste completamente a batteria, con una potenza che potrebbe addirittura superare i mille cavalli, trasformando di fatto la Stelvio in una belva da pista travestita da SUV. Il 2028 sembra lontano, ma per Alfa Romeo quell’appuntamento rappresenta molto più di un semplice lancio di prodotto: è la prova del fuoco per dimostrare se un marchio centenario può sopravvivere e prosperare in un’era di profonda transizione, senza smarrire la propria anima.
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