Revolut multata per 11 milioni, l’Antitrust stronca i messaggi ingannevoli sui conti e sugli investimenti
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Redazione Economia
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L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che da tempo monitora con attenzione il settore della finanza digitale, ha inflitto sanzioni per un totale superiore agli 11 milioni di euro a diverse società facenti capo al gruppo Revolut. Il provvedimento, articolato su tre distinti filoni di contestazione, mette sotto accusa le modalità – definite aggressive e ingannevoli – con cui la piattaforma, ampiamente diffusa anche tra i risparmiatori italiani, ha gestito tanto i servizi di investimento quanto la normale operatività dei conti bancari.
Messaggi sui costi e blocchi improvvisi, le due direttrici dell’istruttoria
Secondo quanto ricostruito dall’Agcm, la prima serie di irregolarità riguarda i messaggi promozionali e informativi relativi ai servizi di investimento. Questi, a giudizio dell’autorità, sarebbero stati strutturati per celare o minimizzare alcuni aspetti essenziali, primo fra tutti l’effettiva incidenza dei costi a carico dell’utente. Non si trattava, viene spiegato nel provvedimento, di semplici omissioni marginali: la comunicazione, veicolata attraverso l’app e altri canali diretti, presentava i prodotti finanziari come facilmente accessibili e trasparenti, quando in realtà alcuni oneri restavano oscurati o venivano comunicati solo in fasi avanzate del processo di adesione. Parallelamente, l’autorità ha censurato le pratiche messe in campo nella gestione ordinaria dei rapporti bancari. Blocchi e sospensioni dei conti, si legge ancora, sarebbero stati applicati con modalità tali da non garantire all’interessato un’informazione preventiva e chiara sulle ragioni del provvedimento, lasciando spesso il cliente – è questa l’accusa – in una condizione di sostanziale impotenza operativa. Il passaggio dall’iban lituano a quello italiano, altro tema centrale dell’istruttoria aperta nello scorso luglio, non sarebbe stato accompagnato da una comunicazione sufficientemente esplicita sugli effetti concreti del trasferimento.
La risposta del gruppo e i numeri di una crescita che non ferma la scure
Revolut, attraverso le proprie società controllate – tra le quali figurano Revolut Securities Europe UAB, Revolut Group Holdings e Revolut Bank UAB – ha respinto in toto le contestazioni, difendendo la correttezza delle proprie policy interne. Il gruppo, che a livello globale ha chiuso il 2025 con un utile netto di 2,3 miliardi di dollari, continua a espandersi rapidamente anche in Italia. Nel nostro paese l’obiettivo dichiarato, per il corso del 2026, è quello di raggiungere i 5 milioni di clienti, un traguardo che testimonia la crescente penetrazione di questi strumenti finanziari nel tessuto economico nazionale, a scapito – almeno in parte – dei tradizionali circuiti bancari. La sanzione, pari a 11,5 milioni di euro, non riguarda tuttavia i soli comportamenti contestati sul fronte degli investimenti e della trasparenza dei costi. L’Antitrust ha infatti ricompreso nel calcolo anche le condotte relative ai conti bloccati, ritenute lesive della libertà contrattuale del consumatore, il quale – secondo l’impostazione dell’autorità – si è trovato di fronte a interruzioni del servizio non adeguatamente giustificate né tempestivamente comunicate.
Pratiche scorrette e assenza di rimedi efficaci nella fase di contestazione
Un elemento che ha pesato nella determinazione dell’ammontare finale della multa, spiegano i documenti dell’Agcm, è stata l’assenza, per un periodo prolungato, di canali di reclamo o di meccanismi di sospensione realmente accessibili. Molti dei messaggi inviati agli utenti, a detta dell’autorità, minimizzavano la portata dei rischi connessi ai servizi di investimento proposti, mentre nella gestione dei conti correnti emergeva una frequenza anomala di sospensioni unilaterali. Non si tratta, precisa il provvedimento, di episodi isolati, ma di una prassi organizzativa che avrebbe sistematicamente sacrificato il diritto del cliente a essere informato. Il gruppo fintech, che in Europa e in Italia sta sperimentando una crescita esponenziale anche nei comparti tradizionalmente presidiati dalle banche fisiche, dovrà ora rivedere alcuni snodi cruciali della propria comunicazione commerciale. La vicenda, peraltro, si inserisce in un contesto normativo sempre più attento alle dinamiche della finanza digitale, senza che questo rappresenti – va sottolineato – un giudizio anticipato su eventuali sviluppi futuri dell’istruttoria o su analoghi procedimenti nei confronti di altri operatori del settore.
Le implicazioni per i consumatori e la strategia comunicativa di Revolut
Per chi utilizza questi servizi, la multa dell’Antitrust rappresenta un segnale concreto su due fronti: da un lato, la necessità di prestare attenzione alla chiarezza delle informazioni ricevute prima di sottoscrivere un prodotto finanziario; dall’altro, l’esistenza di un potere sanzionatorio che non si limita alle banche tradizionali, ma si estende senza sconti alle realtà tecnologiche più innovative. Revolut, dal canto suo, ha sempre insistito sulla trasparenza delle proprie operazioni e sull’efficienza dei propri sistemi automatizzati di controllo; tuttavia, le contestazioni sollevate dall’Agcm disegnano il profilo di una struttura che, almeno in alcune fasi, avrebbe anteposto la rapidità esecutiva – tipica del modello fintech – alla completezza informativa dovuta per legge. Resta da osservare, nei prossimi mesi, come il gruppo modificherà le proprie interfacce e i propri avvisi per uniformarsi alle prescrizioni dell’autorità. Quel che è certo, al momento, è l’ammontare della sanzione: oltre 11 milioni di euro che si sommano ad altre eventuali contestazioni pendenti in sede europea, in un quadro normativo dove la protezione del risparmiatore assume contorni sempre più definiti.




