Il silenzio di Tarcento: appelli e indizi nella scomparsa di Sonia Bottacchiari e dei suoi figli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono trascorse oltre due settimane dall’ultimo contatto, e ormai il silenzio che avvolge Sonia Bottacchiari, 49 anni, insieme ai suoi due figli di 14 e 16 anni e ai loro quattro cani, si fa sempre più pesante nell’aria umida del Friuli Venezia Giulia. Partiti da Castell’Arquato, nel Piacentino, per quella che doveva essere una breve vacanza, il gruppo sembra essersi volatilizzato dopo aver raggiunto la zona di Tarcento, dove la loro auto è stata ritrovata parcheggiata senza di loro a bordo. È proprio da questo centro, trasformato ormai in un campo base per le ricerche, che si moltiplicano gli appelli dei familiari, i quali alternano momenti di lucida disperazione a richieste di aiuto mirate, nel tentativo di scardinare il mistero che avvolge la sorte della donna e dei ragazzi. Mentre le forze dell’ordine scandagliano i boschi e i sentieri impervi della regione, il padre della donna, Riccardo Bottacchiari, ha lanciato una preghiera pubblica, chiedendo alla figlia e ai nipoti, i cui telefoni risultano spenti o irraggiungibili ormai da giorni, di farsi vivi per restituire un po’ di serenità a chi li aspetta.

L'appello degli affetti e il dettaglio dei cani

L’angoscia delle famiglie coinvolte, sia quella materna che quella paterna, si manifesta attraverso messaggi pubblici che evitano toni duri, preferendo invece una strategia comunicativa basata sul richiamo affettivo per convincere Sonia e i ragazzi a rompere il loro isolamento volontario o forzato. L’ex marito della donna e padre dei minori, Yuri Groppi, ha speso parole dense di preoccupazione, cercando di rassicurarli sull’eventualità di un errore di valutazione: «Le cose si mettono a posto, non succede niente di grave. L’importante è che vi facciate sentire». Parallelamente, a rincarare la dose ci pensa Federica Obizzi, presidente dell’associazione Penelope Fvg, che ha insistito su un elemento caratterizzante e difficile da nascondere: la presenza dei quattro cani. Sono tre meticci, affettuosi e di taglia media, e una grande maremmana dal mantello bianco, animali molto amati dalla famiglia che potrebbero rivelarsi decisivi per un eventuale riconoscimento. Chiunque avvistasse una donna con due adolescenti accompagnati da questi animali, specialmente in aree di montagna o isolate, è invitato a segnalarlo, nella speranza che questo dettaglio concreto possa fornire la svolta che finora le indagini non hanno ancora avuto.

Le ricerche sul campo e le piste investigative

Il dispositivo di ricerca, schierato a Tarcento e coordinato dalla Prefettura, è imponente ma finora ha dovuto scontrarsi con la conformazione del territorio e con l’assenza di tracce fresche. Vigili del fuoco, carabinieri e unità cinofile scandagliano la zona senza sosta, supportati da droni e dall’elicottero "Drago" per coprire le aree più impervie, quelle che una volta tanto potrebbero aver attratto la donna, appassionata di arrampicata e amante della natura estrema. Gli inquirenti, che hanno aperto un fascicolo per "sottrazione di minori" (ipotesi, quest’ultima, che non esclude sviluppi verso il sequestro di persona), stanno valutando principalmente due direttrici: quella dell’allontanamento volontario e preparato, o quella di un aiuto esterno. A sostenere la prima tesi ci sono indizi non trascurabili, come le dimissioni della donna dall’azienda privata per cui lavorava poco prima della partenza, con contestuale liquidazione delle spettanze, e l’acquisto di oggetti particolari come ricetrasmittenti, filo da pesca e sale. Sembrerebbe, insomma, che Sonia abbia predisposto tutto per prolungare la sua permanenza lontano dalla vita quotidiana, forse con l’obiettivo di raggiungere una comunità religiosa o un rifugio spirituale oltre confine, magari in Slovenia, come alcuni sospettano.

Attendibilità delle segnalazioni e la pista del terzo uomo

Non mancano, tuttavia, le crepe in questa ipotesi, rappresentate principalmente dalle testimonianze raccolte sul campo e dal contesto familiare. Diversi escursionisti hanno riferito di aver incontrato Sonia e i ragazzi lungo i sentieri del Friuli: uno di loro li ha descritti come tranquilli, intenti a camminare con i cani al guinzaglio, mentre altri riferiscono di avvistamenti in punti specifici della regione, da Gorizia fino a Trieste. Sebbene queste segnalazioni vengano vagliate con attenzione dagli inquirenti, il fatto che nessuna di esse abbia ancora portato a un aggancio concreto (e anzi, le coordinate fornite dai testimoni, una volta battute dai soccorritori, siano risultate deserte) rende il quadro ancora più confuso. Si sta facando strada anche la possibilità di un "palo" esterno: l’idea, cioè, che un’altra persona abbia caricato la donna, i ragazzi e gli animali per trasferirli in una località diversa da quella dell’auto ritrovata. Lo stesso nonno dei ragazzi ha ipotizzato l’esistenza di un contatto, magari conosciuto durante una vacanza precedente, che avrebbe potuto facilitare la loro sparizione, permettendo loro di cambiare mezzo di trasporto e svanire nel nulla mentre la loro vecchia automobile rimaneva parcheggiata in via Monte Grappa, lucida e ordinata, a testimoniare silenziosamente un viaggio senza ritorno.

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