Elezioni in Israele, il voto del 27 ottobre apre la sfida a Netanyahu
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Redazione Esteri
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Elezioni in Israele fissate per il 27 ottobre: la data del voto politico è stata annunciata dal presidente della commissione parlamentare della Knesset, il deputato del Likud Ofir Katz. La scadenza è prevista dalla legge perché l’attuale Parlamento concluderà il proprio mandato quadriennale il 17 luglio e, secondo quanto dichiarato dal consulente legale della Knesset Sagit Afik, non sarà necessario approvare una legge per lo scioglimento anticipato. L’attuale legislatura arriverà quindi alla fine naturale del suo percorso, aprendo la strada alle prossime elezioni nazionali.
La Knesset conclude il mandato senza scioglimento anticipato
La decisione sulla data delle elezioni in Israele arriva dopo la discussione parlamentare sulla conclusione del mandato della Knesset. Ofir Katz ha spiegato che il voto si terrà il 27 ottobre, mentre Sagit Afik ha chiarito che il Parlamento resterà in carica fino alla scadenza prevista e non verrà sciolto prima del termine. Questo passaggio evita quindi una procedura straordinaria e mantiene il calendario elettorale stabilito dalla normativa vigente.
Il prossimo appuntamento elettorale si inserisce in un contesto politico segnato dalle tensioni legate alla guerra e dalle critiche rivolte al governo guidato da Benjamin Netanyahu. A Tel Aviv, sabato sera, centinaia di manifestanti hanno partecipato alla manifestazione settimanale contro l’esecutivo in piazza Habima, contestando l’occupazione militare a Gaza e le politiche del premier israeliano. Durante la protesta sono state mostrate anche immagini del vice primo ministro Yariv Levin e del ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi, protagonisti della decisione della Knesset di non rispettare le sentenze della Corte Suprema in materia di televisione e radio.
Eizenkot cresce nei sondaggi e sfida il Likud
La corsa verso le elezioni in Israele vede intanto una crescita di Eizenkot, indicato come possibile sfidante di Netanyahu. I sondaggi citati di Maariv e Channel 12 mostrano per la prima volta Yashar! davanti al Likud del premier, con una stima di 22,75 seggi contro 22,25. Secondo Channel 11, invece, entrambi i partiti si posizionano a 23 seggi, evidenziando comunque un equilibrio tra le principali forze politiche.
La crescita di Eizenkot viene collegata alla capacità di Yashar! di raccogliere consensi provenienti dal partito centrista Beyahad di Bennett e Lapid. La figura dell’ex capo di stato maggiore emerge anche dopo una serie di perdite personali legate al conflitto: il figlio Gal Meir Eisenkot, 25 anni, è stato ucciso nel dicembre 2023 nella Striscia di Gaza; il giorno successivo è morto un nipote diciannovenne durante un’incursione in una moschea di Khan Younis; un altro nipote è stato ucciso in Libano il 17 novembre 2024, dieci giorni dopo la prima tregua con Hezbollah.




