Al via l'europeo femminile di calcio, tra record e contraddizioni: l'Italia resta indietro
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Redazione Sport
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Mentre in Svizzera si accendono i riflettori sull’europeo femminile di calcio, che promette numeri da primato, l’Italia fatica a cogliere il potenziale di un movimento in crescita esponenziale altrove. Il torneo, inaugurato oggi a Thun con la sfida tra Islanda e Finlandia, si annuncia come il più ricco di sempre, superando persino l’edizione inglese del 2022. Sedici nazionali, trentuno partite e otto città coinvolte, tra cui Basilea, dove il 27 luglio si disputerà la finale nello St. Jakob-Park, lo stadio più capiente del Paese.
I dati parlano chiaro: biglietti esauriti, sponsor di peso come Axa – che ha lanciato la campagna "Tu continua a calciare" – e un indotto economico senza precedenti dimostrano come il calcio femminile, ormai, non sia più un fenomeno di nicchia. Eppure, nel Belpaese, nonostante i progressi degli ultimi anni, il business stenta a decollare. Mentre altrove gli stadi si riempiono e i diritti tv lievitano, da noi manca ancora quella spinta definitiva, quella "rivoluzione" che altrove è già realtà.
Thun, cittadina svizzera di 43mila abitanti, incastonata tra le montagne e il lago, è solo una delle location scelte per ospitare l’evento. Qui, come nelle altre sedi, l’entusiasmo è palpabile. Le svizzere, alle 21, hanno debuttato contro la Norvegia, cercando di emulare il cammino delle inglesi, campionesse uscenti. Intanto, il marketing corre: la campagna di Axa, realizzata da Publicis Conseil e diffusa su tv, piattaforme digitali e social, punta a capitalizzare l’onda lunga del torneo.




