Paura e contraddizioni dell'integrazione in Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Secondo il 58° rapporto del Censis, gli italiani vivono in un clima di paura, temendo la guerra in Medio Oriente, i cambiamenti climatici e le crisi finanziarie, contro le quali il singolo si sente impotente. In un contesto di stagnazione economica, con i redditi lordi pro-capite in calo del 7% negli ultimi vent’anni, gli italiani sfogano l'incubo del declassamento sociale sugli stranieri.

«Le questioni identitarie tendono a sostituire le istanze delle classi sociali tradizionali e assumono una centralità inedita nella dialettica socio politica». Così è scritto nel nuovo rapporto del Censis che ogni anno fotografa stato e umore del Paese. Quasi il sessanta per cento degli italiani si sente minacciato da chi pensa voglia radicare in Italia regole e abitudini contrastanti con il nostro stile di vita e ritiene che «l'italiano vero» sia solo quello che discende da un ceppo morfologicamente definito.

L’affresco impressionistico dell’istituto di ricerca mostra che siamo come «intrappolati» attorno a una «linea di galleggiamento» definita di «continuità nella medietà», un popolo intimorito da suoi ricorrenti fantasmi che hanno assai meno riscontro nella realtà di quanto creda

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