Paura e stagnazione, il rapporto Censis fotografa l'Italia di oggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Secondo il 58° rapporto del Censis, gli italiani vivono in un clima di paura e incertezza. Temono la guerra in Medio Oriente, i cambiamenti climatici e le crisi finanziarie, sensazioni di impotenza che si riflettono in un contesto di stagnazione economica. Negli ultimi vent'anni, i redditi lordi pro-capite sono calati del 7%, e questa riduzione ha alimentato l'incubo del declassamento sociale, spesso sfogato sugli stranieri.

L'Italia sembra muoversi lungo una linea di galleggiamento, evitando tracolli disastrosi nei momenti di crisi, ma mancando di slanci significativi nei cicli positivi. Anche sul piano sociale, il Paese assorbe le tensioni senza sfociare in esplosioni violente, grazie a una resilienza che, però, non genera una vera propulsione. Tra il 2003 e il 2023, il reddito disponibile lordo pro-capite si è ridotto del 7% in termini reali, mentre nell'ultimo decennio la ricchezza netta pro-capite è diminuita del 5,5%.

Il rapporto del Censis, curato dal 92enne Giuseppe De Rita e dal figlio Giorgio, ingegnere aeronautico, offre un affresco impressionistico della società italiana, intrappolata attorno a una "linea di galleggiamento" definita di "continuità nella medietà". Gli italiani, secondo il Censis, sono un popolo intimorito da ricorrenti fantasmi che hanno assai meno riscontro nella realtà di quanto credano.

Le paure che affliggono gli italiani sono molteplici e complesse, e il rapporto del Censis le analizza con attenzione, evidenziando come queste influenzino la percezione della realtà e il comportamento sociale.

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