Mazzette in Italia: il rapporto di Libera fotografa un fenomeno in crescita
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Redazione Interno
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Secondo il dossier “Italia sotto mazzetta”, elaborato dall'associazione Libera e diffuso in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione del 9 dicembre, il 2025 ha registrato una preoccupante accelerazione del fenomeno corruttivo nel Paese. Tra gennaio e dicembre, le inchieste censite sono state novantasei, un dato che, se paragonato alle quarantotto dell'anno precedente, segna un incremento del cento per cento e corrisponde a una media di otto procedimenti aperti ogni mese. Le procure coinvolte sono state quarantanove, sparse su quindici regioni, a testimoniare una geografia del malaffare estremamente diffusa, che non risparmia alcun territorio. Gli indagati, inoltre, sono più che raddoppiati, toccando la cifra di milleventotto persone coinvolte, un balzo significativo se si considera che nel 2024 erano state cinquecentottantotto.
Un quadro nazionale allargato
L’analisi, che si basa su fonti aperte della stampa e del web, restituisce l'immagine di un sistema in cui le tangenti e gli accordi sottobanco continuano a essere una prassi consolidata, infiltrandosi in settori cruciali della vita pubblica e amministrativa. Le modalità operative, che spesso emergono dalle carte giudiziarie, spaziano dalle mazzette legate a servizi di residenza e scolastici fino a intrecci più opachi che coinvolgono, in alcuni casi investigati, rapporti tra politica e organizzazioni criminali. Si tratta di un meccanismo perverso che, oltre a erodere la fiducia nelle istituzioni, distorce la concorrenza e sottrae risorse preziose alla collettività, deviandole verso circuiti opachi.
La posizione della Calabria
Tra le regioni che presentano i numeri più elevati nel rapporto, la Calabria si conferma un'area particolarmente colpita. Con centoquarantuno persone finite nel registro degli indagati dall'inizio dell'anno, il territorio calabrese si attesta infatti tra i primi per numero di soggetti coinvolti nelle inchieste, un dato che riflette una persistente criticità. Questo primato negativo, che colloca la regione al secondo posto a livello nazionale, offre uno spaccato di una realtà in cui il fenomeno corruttivo mostra una tenace capacità di radicamento, alimentando circuiti illegali che spesso si intersecano con altre forme di illegalità.
Procure al lavoro e settori a rischio
L’intensa attività delle procure, disseminate da nord a sud, ha portato alla luce una casistica estremamente variegata di illeciti. Le indagini, molte delle quali sono ancora in corso e i cui sviluppi giudiziari saranno definiti nei prossimi mesi, hanno toccato ambiti che vanno dagli appalti pubblici alle concessioni, dai servizi sanitari fino alla gestione del territorio. La mole di procedimenti avviati dimostra, da un lato, un'accresciuta capacità investigativa e una maggiore attenzione della magistratura verso questi reati; dall'altro, però, evidenzia come la corruzione rappresenti una piaga sistemica, un'“industria” che, pur nella sua illegalità, mostra segni di vitalità e di adattamento, richiedendo risposte altrettanto articolate e costanti.




