Medicina 2025: dove studiare in Italia secondo la classifica Censis

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La scelta dell’università in cui formarsi come medico è un passaggio cruciale, e il rapporto annuale del Censis offre agli studenti uno strumento per districarsi tra offerte didattiche, servizi e prospettive future. L’edizione 2025, basata su parametri che vanno dalla qualità delle strutture all’internazionalizzazione, fino alle opportunità lavorative post-laurea, conferma alcune eccellenze e registra cambiamenti significativi tra gli atenei italiani.

In cima alla classifica dei medi atenei statali – quelli con un numero di iscritti compreso tra 10.000 e 20.000 – svetta ancora l’Università di Trento, che con un punteggio di 93,7 mantiene il primato nonostante il lieve calo rispetto al 94,5 dello scorso anno. A distinguerla, in particolare, è il livello d’internazionalizzazione, definito "da 110 e lode" dal rapporto. Seguono, a poca distanza, l’Università di Udine e il Politecnico delle Marche, entrambe con 92,2 punti, mentre l’Università di Siena, salita di due posizioni, conquista il terzo posto grazie a un punteggio di 89,7. "Questo risultato non è solo un riconoscimento immediato, ma la conferma di un percorso coerente", ha commentato il rettore Roberto Di Pietra, sottolineando come l’ateneo senese si sia affermato come il migliore in Toscana.

La situazione appare più complessa per gli atenei pugliesi, che faticano a competere con le realtà del Nord. L’Università di Bari, classificata tra i mega atenei (oltre 40.000 iscritti), si colloca in fondo alla graduatoria, mentre quella del Salento perde tre posizioni tra i medi atenei. In controtendenza, invece, l’Università di Foggia, che guadagna un posto. Critica anche la posizione del Politecnico di Bari, ultimo tra i politecnici nazionali, sebbene – come rileva il Censis – il contesto socioeconomico del territorio giochi un ruolo non trascurabile in queste valutazioni.

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