L’università di Cassino scala la classifica Censis: secondo posto tra i piccoli atenei, il rettore cita il «gioco di squadra»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Per la prima volta dopo anni di stabilità al quarto posto, l’università di Cassino e del Lazio meridionale conquista il podio nella graduatoria dei piccoli atenei statali, secondo il rapporto Censis 2025. Con un punteggio di 89,0, supera di misura l’università della Tuscia, che scivola in terza posizione con 88,3 punti, mentre a guidare la categoria resta saldamente Camerino, che con 96 punti conferma il suo primato. «Il risultato premia il gioco di squadra», ha commentato il rettore, sottolineando come il balzo in avanti sia frutto di una strategia condivisa.

La classifica, giunta alla venticinquesima edizione, valida gli atenei in base a parametri che spaziano dai servizi offerti all’occupabilità, passando per l’internazionalizzazione e la comunicazione digitale. Tra i mega atenei – quelli con oltre 40mila iscritti – Padova mantiene il primo posto, consolidando una leadership che ormai appare incontestabile. Diverso il discorso per gli atenei non statali: la Luiss, con i suoi oltre 10mila studenti, si riconferma al vertice, seguita dalla Lumsa per le medie dimensioni e dalla Libera università di Bolzano tra i più piccoli.

I dati provvisori dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti rivelano, intanto, un aumento del 5,3% delle immatricolazioni rispetto al marzo 2024, segnale di una ripresa che interessa gran parte del sistema accademico. Non tutti, però, beneficiano di questa tendenza. In Puglia, ad esempio, l’università di Bari – pur rientrando tra i mega atenei – occupa gli ultimi posti della classifica, mentre quella del Salento perde tre posizioni tra gli atenei medi. Foggia, al contrario, guadagna una posizione, seppure in un contesto che, come sottolineano gli analisti, risente delle disparità socio-economiche del territorio.

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