Guerra in Ucraina, il deputato russo Chepa apre a una fine del conflitto

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La guerra in Ucraina potrebbe arrivare a una conclusione, secondo la valutazione del deputato russo Aleksei Chepa, che ha dichiarato di avere la sensazione che una fine del conflitto sia possibile, pur indicando il Donbass come elemento centrale della trattativa. Chepa, primo vicepresidente della Commissione Esteri della Duma, ha spiegato la posizione russa sui negoziati e ha sottolineato la necessità che l’Italia si schieri a favore di Anchorage. Le sue parole arrivano mentre Mosca e Kiev restano impegnate in un confronto diplomatico segnato da numerosi ostacoli.

Alle spalle di Aleksei Chepa, nel suo ufficio da deputato, compaiono immagini di Vladimir Putin sulla libreria e alle pareti. Settant’anni, ex oligarca sottoposto a sanzioni e veterano del partito Russia Giusta, Chepa ricopre un ruolo di primo piano nella Commissione Esteri, dove illustra ai colleghi deputati gli sviluppi della situazione internazionale. La sua posizione viene descritta come quella di un falco moderato all’interno della politica russa, mentre interviene su uno dei dossier più delicati per Mosca: il percorso verso un possibile accordo sulla guerra in Ucraina.

I negoziati tra Russia e Ucraina e gli ostacoli verso la pace

Il negoziato per mettere fine al conflitto in Ucraina viene definito da Vladimir Putin una situazione non semplice, dopo i colloqui durati circa tre ore al Cremlino con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Sul tavolo restano questioni legate ai territori occupati, alla centrale di Zaporizhzhia, alle garanzie di sicurezza e al ruolo dell’Europa. Dal febbraio 2022, Mosca e Kiev hanno mantenuto contatti senza riuscire a trasformarli in un vero percorso di pace, nonostante brevi cessate il fuoco, scambi di prigionieri e tentativi di mediazione.

Secondo il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, prima dell’arrivo a Mosca degli inviati statunitensi qualsiasi proposta di pace deve partire dalla situazione sul campo di battaglia, che a suo giudizio non sarebbe favorevole a Kiev. Mosca ha cercato di convincere Donald Trump che le conquiste ottenute sul terreno fossero ormai consolidate, mentre Kiev ha puntato a mostrare al presidente americano una situazione diversa rispetto all’idea di un Paese ormai sconfitto. Il confronto sulle condizioni del conflitto resta quindi legato anche alla lettura degli equilibri militari.

Il ruolo del Donbass nel confronto tra Mosca e Kiev

Il Donbass rappresenta uno dei principali nodi del negoziato tra Russia e Ucraina, secondo quanto emerge dalle dichiarazioni di Chepa e dalle posizioni espresse durante i colloqui. Il deputato russo ha definito questa area vitale, collegando il futuro del conflitto alla questione territoriale. La situazione sul campo viene considerata da Mosca un punto di partenza per qualsiasi proposta diplomatica, mentre le trattative continuano a confrontarsi con richieste diverse e con il problema delle garanzie necessarie per arrivare a un accordo.

Una nuova fase di negoziati ad alto livello si è aperta nel gennaio 2025, poco dopo l’insediamento di Donald Trump, che aveva promesso di chiudere la guerra in tempi molto rapidi. Da allora il confronto ha coinvolto rappresentanti russi, ucraini e statunitensi senza produrre ancora un risultato definitivo. Le dichiarazioni di Aleksei Chepa aggiungono un nuovo elemento al dibattito, perché indicano da un lato la possibilità di una conclusione del conflitto e dall’altro la centralità delle richieste russe sul Donbass e sui territori.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.