Raiuno, ecco la «Canzonissima» di Milly Carlucci: il cast e quando inizierà
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Sabato 21 marzo, a distanza di cinquantuno anni esatti dall’ultima storica edizione del 1975 — quella condotta da Raffaella Carrà affiancata da Cochi e Renato, con la partecipazione di Topo Gigio e Mike Bongiorno — l’Auditorium Rai del Foro Italico a Roma tornerà ad ospitare le dirette di Canzonissima, il varietà musicale che ha segnato la storia della televisione italiana dal 1956 al 1975 per complessive dodici edizioni. Alla guida di questa operazione nostalgia, che la Rai ha fortemente voluto per rilanciare la prima serata del sabato sera in una versione completamente rinnovata ma fedele allo spirito originario della gara canora, ci sarà Milly Carlucci, chiamata a replicare il successo di Ballando con le stelle in un contesto però completamente diverso e, per certi versi, persino più ambizioso. Il meccanismo del programma, come è stato anticipato dagli stessi autori e dalla conduttrice nei promo già in rotazione sulla rete ammiraglia, ruoterà attorno a una competizione tra interpreti affermati che si esibiranno dal vivo con l’orchestra, riproponendo non brani inediti, ma appunto quelle canzonissime — per usare il termine coniato proprio dalla trasmissione originale — che hanno segnato epoche e generazioni, e che il pubblico potrà riscoprire in chiave nuova.
Un cast che pesca a piene mani dal Festival di Sanremo e dai big della musica leggera
La composizione del cast, rimasta a lungo avvolta nel riserbo più totale e oggetto di continue indiscrezioni nelle settimane precedenti il Festival di Sanremo, è stata infine ufficializzata grazie allo spot andato in onda su Raiuno e alle successive conferme stampa, rivelando una line-up decisamente eterogenea che spazia tra generazioni e generi musicali differenti. La conduttrice, che aveva già anticipato l’intenzione di circondarsi di artisti capaci di parlare a pubblici diversi, ha inserito in gara nomi del calibro di Riccardo Cocciante, Enrico Ruggeri ed Elio e le Storie Tese, affiancandoli a giovani leve reduce proprio dall’ultima edizione del festival — come Michele Bravi, Malika Ayane e Leo Gassmann — e a voci più popolari come quella di Elettra Lamborghini, la cui partecipazione era stata involontariamente spoilerata dalla stessa cantante durante una ospitata al San Marino Song Contest, o ancora Fabrizio Moro, Irene Grandi e il ritrovato Fausto Leali, a dimostrazione di una ricerca che ha voluto coprire l’intero arco della produzione melodica italiana. Non è escluso, peraltro, che questo elenco di undici nomi possa essere implementato da ulteriori sorprese dell’ultima ora, come del resto lascia intendere lo stesso promo quando parla di sorprese non finite, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali in tal senso e la produzione continua a lavorare per definire gli ultimi tasselli del mosaico.
Tre giurie parallele per decretare la «Canzonissima 2026» tra voto popolare e social
Il sistema di votazione che porterà all’elezione della Canzonissima 2026 si annuncia piuttosto articolato, prevedendo il coinvolgimento non di una, ma di ben tre distinte giurie, ciascuna con un peso specifico all’interno del meccanismo di selezione settimanale e finale. Da quanto è stato reso noto nelle anticipazioni diffuse dagli uffici stampa della Rai, accanto a una giuria di esperti e di personalità del mondo dello spettacolo — la cui composizione resta ancora top secret, nonostante sia circolata l’indiscrezione di un tentativo fallito di ingaggiare Marco Travaglio, che avrebbe declinato l’offerta per altri impegni professionali — avranno diritto di voto anche gli stessi cantanti in gara, naturalmente senza possibilità di autoassegnarsi punteggi, e il pubblico da casa, che potrà esprimere le proprie preferenze attraverso i canali social e, presumibilmente, il televoto tradizionale. Questa triplice prospettiva di giudizio, che mescola il parere degli addetti ai lavori, la competizione tra colleghi e il gradimento popolare, dovrebbe garantire una varietà di punti di vista tale da rendere la competizione imprevedibile fino all’ultima battuta, evitando quegli esiti scontati che talvolta affliggono i talent show contemporanei e riportando invece lo spettacolo a una dimensione di sana e appassionata disputa musicale.
La scommessa della diretta e il confronto con la concorrenza del sabato sera
La scelta della diretta integrale per tutte e sei le puntate previste — la prima delle quali, come detto, andrà in onda il 21 marzo per poi proseguire nelle settimane successive sempre in prima serata — rappresenta una scommessa produttiva non indifferente in un panorama televisivo ormai abituato ai registri più pacati e spesso rassicuranti del preregistrato. La Carlucci, forte di una lunga consuetudine con il palcoscenico vivo e con i meccanismi dell’imprevisto televisivo, si è detta entusiasta di riportare il varietà musicale alla sua dimensione originaria, quella dell’appuntamento settimanale dal quale possono scaturire emozioni autentiche e momenti di spettacolo non preventivabili, e per farlo potrà contare su una struttura produttiva imponente che includerà di ballo, orchestra stabile e scenografie complesse. L’appuntamento, che si annuncia come uno dei cavalli di battaglia della programmazione primaverile di Raiuno, si troverà a competere direttamente con i programmi delle reti concorrenti, e in particolare con il serale di Amici di Maria De Filippi su Canale 5, in una sfida che promette di infiammare il sabato sera degli italiani e di riportare al centro del dibattito televisivo il genere del varietà musicale puro, quello che non ha bisogno di talenti in erba ma si affida alla solidità di interpreti già affermati e alla forza evocativa di un repertorio che è, a tutti gli effetti, patrimonio collettivo della memoria culturale del paese.




