Trapani tuona contro la Fip: "Accanimento sproporzionato, vogliono distruggerci"
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Redazione Sport
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La società siciliana, attraverso un comunicato ufficiale di veemente protesta, ha rotto il silenzio dopo le nuove sanzioni disciplinari che hanno colpito il club e la sua massima carica. Secondo quanto reso noto, la decisione del Tribunale Federale, datata 30 dicembre, avrebbe inflitto un'ulteriore penalizzazione di tre punti in classifica e due anni di inibizione al presidente Antonini, misure che si sommano a un quadro già complesso per la compagine trapanese. La reazione non si è fatta attendere, assumendo toni durissimi e senza precedenti nella recente storia della federazione.
La denuncia delle irregolarità procedurali
Il fulcro della lunga nota diffusa dalla Trapani Shark, la quale annuncia formalmente l’intenzione di presentare ricorsi "senza limiti ed in ogni sede", non riguarda esclusivamente il merito delle sanzioni. L’attacco più aspro è rivolto alle modalità procedurali adottate dall’organo giudicante, accusato esplicitamente di aver violato il proprio regolamento. La società contesta, in particolare, l’omissione del deposito contestuale della motivazione della sentenza, un adempimento che, citando l’articolo di riferimento, viene definito un "rigoroso obbligo". Questa mancanza, a loro dire, priva di fatto il club della possibilità di una piena e immediata difesa, configurando una palese irregolarità di percorso che alimenta il loro sospetto di un trattamento discriminatorio.
Le conseguenze sportive immediate
Oltre alle questioni giuridiche, il comunicato dipinge un quadro drammatico delle ricadute concrete sulla stagione in corso. L’accumulo di penalizzazioni e, soprattutto, il clima di instabilità giudiziaria creatosi, stanno avendo effetti devastanti sull’assetto della rosa. Secondo quanto dichiarato, numerosi giocatori starebbero infatti esercitando le clausole rescissorie previste dai loro contratti, un esodo che avrebbe già ridotto l’organico a soli sette elementi. A questo si aggiunge la situazione degli allenatori, anch’essi non più in panchina, lasciando la squadra in una condizione di paralisi operativa. Una spirale che, dal punto di vista del club, appare ormai difficile da arrestare senza un intervento correttivo.
Il sospetto di un obiettivo precluso
È qui che la protesta assume la sua connotazione più forte, trasformandosi in una vera e propria accusa di intenti. La Trapani Shark, infatti, non ritiene che queste vicende siano frutto del caso o della semplice applicazione di norme disciplinari. Leggendole nel loro insieme, le sanzioni e le loro conseguenze rivelerebbero, a parere della società, un disegno preciso: "L'intento è quello di precluderci la qualificazione per le Final Eight di Coppa Italia". Questa affermazione, che parla di "apice di un accanimento sproporzionato e del tutto ingiustificato", chiude il comunicato con l’immagine di una squadra che si sente non solo punita, ma deliberatamente e ingiustamente presa di mira, costretta a una battaglia che si estende dal campo da gioco alle aule dei tribunali sportivi.




