Basket, la Lega si allinea alla Fip sulla crisi Trapani: "Difesa dei regolamenti"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La tensione istituzionale che sta scuotendo il basket italiano, con epicentro la spinosa vicenda della Trapani Shark, ha trovato un ulteriore punto di cristallizzazione nel recente consiglio federale straordinario, dal quale è emersa, netta e senza possibilità di equivoci, la linea dura della Federazione Italiana Pallacanestro. Una presa di posizione, quella odierna, che non si limita a stigmatizzare le azioni del club granata ma che si traduce in un mandato operativo concreto, conferito al presidente federale, per attivare ogni iniziativa necessaria, comprese quelle legali, a tutela dell’immagine del movimento. La situazione, del resto, era già precipitata poche ore prima, quando il direttore sportivo della società siciliana, Valeriano d’Orta, aveva letto in sala stampa – senza concedere spazio a domande o repliche – un comunicato in cui si annunciava la volontà di valutare la non partecipazione alla trasferta di Bologna in programma il prossimo 4 gennaio, una decisione che, se concretizzata, configurerebbe un fatto gravissimo e senza precedenti nel recente campionato di Serie A.

Il fronte compatto delle istituzioni

In questo scenario di conflitto aperto, la Lega Basket Serie A ha rapidamente preso posizione, siglando attraverso un proprio comunicato ufficiale il «pieno allineamento» con la Federazione. La linea espressa dal presidente della Lba, Gherardini, è chiara e si fonda sulla difesa intransigente dei regolamenti, a partire da quello cardine rappresentato dal Manuale delle Licenze, strumento votato all’unanimità da tutti i club e applicato in modo puntuale da un organismo indipendente come la Commissione per la verifica dell’equilibrio economico-finanziario. Un allineamento, questo, che non è mera solidarietà di facciata ma una scelta di campo precisa, volta a ribadire che le norme che governano il campionato sono poste a tutela di tutte le società associate e non possono essere messe in discussione dalle proteste di una singola squadra, per quanto aspre e motivate queste possano essere ritenute dalla stessa.

Il nodo delle regole e la risposta federale

La Federazione, dal canto suo, ha definito il comportamento della Trapani Shark «gravemente lesivo» per l’intero movimento, respingendo con decisione qualsiasi accusa di «volontà persecutoria». Il cuore della disputa, come noto, risiede nelle sanzioni e nel blocco dei tesseramenti inflitti alla società, misure che la Fip sostiene essere la diretta conseguenza della mancata ottemperanza a regole ben precise, la cui validità e necessità vengono ora ribadite con forza. Il consiglio federale, ascoltata la relazione del presidente Petrucci, ha dunque convenuto all’unanimità sulla necessità di passare a una fase più operativa, autorizzando l’avvio di ogni azione giudiziaria ritenuta opportuna per contenere i danni d’immagine e affermare il primato del regolamento. Una mossa che segna un punto di non ritorno, elevando il confronto da uno scontro sportivo-amministrativo a un potenziale contenzioso legale dai tempi e dagli esiti indefiniti.

Una crisi senza precedenti

L’annuncio della possibile rinuncia a scendere in campo a Bologna rappresenta l’ultimo, drammatico capitolo di una crisi che si è andata progressivamente inasprendo dopo la sconfitta interna contro Varese, trasformando le proteste da verbali in potenzialmente operative. Un simile gesto, inaudito nel professionismo cestistico italiano recente, finirebbe inevitabilmente per colpire al cuore la regolarità del campionato e il patto di fiducia con il pubblico, andando ben oltre la disputa specifica sul manuale licenze. La Fip, forte ora anche del sostegno esplicito della Lega di A, si appresta quindi a navigare in acque inesplorate, dove la difesa dell’autorità regolamentare dovrà confrontarsi con la gestione di una protesta che minaccia di tracimare dal perimetro degli uffici a quello, sacro e inviolabile, del campo di gioco.

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