Fip e Trapani, un vertice senza accordi. La società esprime delusione, la federazione parla di regolamento.
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Le distanze permangono, anzi, appaiono forse persino accentuate dopo il confronto romano tra i vertici federali e i rappresentanti della Trapani Shark. L’incontro, richiesto dal club siciliano per discutere le pesanti sanzioni – il blocco del mercato in primis – che ne stritolano l’operatività, si è concluso con due letture diametralmente opposte. Da una parte, quella federale, che nel comunicato congiunto di Fip e Lega Basket sottolinea con toni istituzionali la necessità di gestire la situazione "con la massima attenzione e trasparenza", evocando l’obbligo di "tutelare il regolare svolgimento del campionato". Una posizione, quest’ultima, che suona come un monito, una sorta di cartellino giallo alzato nei confronti di una società ritenuta in difetto rispetto ai propri obblighi. Dall’altra parte, la reazione del club granata, che parla senza mezzi termini di "profonda delusione" per l’esito sterile di un tavolo da cui non sono arrivate "risposte concrete e risolutive".
Le posizioni si irrigidiscono dopo il tavolo
La nota della Trapani Shark, stringata e amareggiata, focalizza l’attenzione sul cuore della disputa: la revoca delle sanzioni e la possibilità di tesserare nuovi giocatori, questioni vitali per la sopravvivenza sportiva della squadra. Su questi punti, che sono l’essenza stessa della richiesta di dialogo avanzata dalla società, la federazione e la lega non hanno concesso spazi, limitandosi a richiamare, seppur non esplicitamente nel comunicato ufficiale, l’applicazione del regolamento. Un muro contro muro che lascia la situazione in uno stallo pericoloso, mentre il campionato prosegue e la squadra si trova con una rosa ridotta all’osso. La freddezza del linguaggio burocratico, da un lato, e l’amarezza di chi si sente non ascoltato, dall’altro, disegnano un panorama complicato, dove le ragioni dell’una e dell’altra parte sembrano non trovare, almeno per il momento, alcuna possibilità di composizione.
Il sindacato dei giocatori entra in scena
A rendere più articolato il quadro, e a dimostrare come le ripercussioni del caso Trapani vadano ben oltre il semplice ambito sportivo-disciplinare, è l’intervento della GiBA, il sindacato dei cestisti. I cui rappresentanti hanno incontrato, in una mossa significativa, i giocatori della prima squadra proprio a Trapani. Un incontro di cui non sono stati diffusi dettagli operativi, ma che indica come la situazione di incertezza e le sue possibili conseguenze sulle carriere e sui contratti degli atleti siano monitorate con apprensione. L’interesse del sindacato aggiunge un ulteriore livello di complessità a una vicenda che tocca, ormai, i diritti dei lavoratori e la stabilità di un intero sistema, in un momento già di per sé delicato per il basket nazionale.
Un dialogo che sembra interrotto
Allo stato attuale, dunque, le parti appaiono più lontane che mai. La Fip, con il presidente Giovanni Petrucci, e la Lega Basket Serie A, con Maurizio Gherardini, sembrano aver chiuso la porta a concessioni immediate, ponendo la palla nel campo della società siciliana, alla quale viene implicitamente chiesto di adeguarsi senza discussioni alle decisioni già assunte. La Trapani Shark, dal canto suo, dopo aver espresso pubblicamente la propria frustrazione, si trova di fronte a opzioni limitate e tutte potenzialmente conflittuali, mentre il tempo a disposizione per salvare la stagione scorre inesorabile. Quello che doveva essere un canale di dialogo si è rivelato, almeno in questa prima fase, un momento di contrapposizione, lasciando il caso in una fase di stallo carica di tensione.




