Accoltellamento sul bus a Rivarolo, fermato un sedicenne: la vittima è un ragazzo di 14 anni
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Redazione Interno
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L’allarme, scattato intorno alle 20 di sabato 28 febbraio, ha squarciato la normale routine di una serata di fine inverno in Valpolcevera, quando l’autista di un autobus di linea, un mezzo dell’Amt che percorre la linea 7, è stato costretto a fermare la corsa in piazza Pallavicini, nel quartiere di Rivarolo, dopo aver udito delle urla provenire dalla zona posteriore del veicolo. Sul posto, una volta giunti i soccorsi del 118 e una pattuglia della polizia di Stato, la scena che si è presentata era quella di un ragazzino, di origini marocchine e di appena 14 anni, riverso a terra e sanguinante, con profonde ferite da arma da taglio che gli interessavano il torace e l’addome. Immediato è stato il trasporto in codice rosso all'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, dove i medici, vista la gravità delle lesioni e la prognosi riservata, lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico nel corso della notte.
La dinamica dell'aggressione e il fermo del presunto responsabile
Mentre il personale sanitario della Croce Bianca di Bolzaneto prestava le prime cure al ferito, gli agenti della squadra mobile hanno avviato le indagini per ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto e risalire all'aggressore, il quale, secondo le prime testimonianze raccolte a bordo, si era dato alla fuga subito dopo il fatto, confondendosi tra i vialoni della circoscrizione. Gli investigatori, attraverso un meticoloso lavoro di ascolto di alcuni giovanissimi presenti sul bus e, verosimilmente, grazie alla visione delle telecamere di sorveglianza presenti nell'area o sul mezzo pubblico – che è stato posto sotto sequestro per i rilievi della polizia scientifica – sono riusciti in poche ore a identificare e rintracciare il sospettato. Si tratta di un minorenne di sedici anni, di nazionalità albanese, fermato dagli agenti presso la sua abitazione, un’operazione che ha portato al fermo di un coetaneo della vittima, gettando una luce sinistra su un conflitto esploso all'improvviso tra giovanissimi.
Il quadro investigativo e le condizioni della vittima
Le ferite riportate dal quattordicenne, che i sanitari hanno descritto come profonde e localizzate in zone vitali del, hanno reso necessario il ricovero immediato e l'intervento chirurgico, lasciando i medici cauti sulle sue condizioni, tanto da mantenerlo in prognosi riservata. Gli inquirenti, dal canto loro, stanno ora cercando di comprendere cosa abbia potuto scatenare un gesto di tale violenza a bordo di un mezzo pubblico, un luogo di transito quotidiano per molti residenti della Valpolcevera, dove la vittima e il suo aggressore, entrambi giovanissimi e di origini straniere, potrebbero essersi incontrati per ragioni ancora da chiarire. Al momento, il quadro che emerge è ancora frammentario: si sa che l'autobus, dopo la frenata dell'autista, è diventato una scena del crimine da isolare e che le indagini della polizia, coordinate dalla procura per i minorenni, si concentrano sull'acquisizione di ogni possibile elemento utile a stabilire le responsabilità e la premeditazione o meno dell'accoltellamento.
La reazione degli inquirenti e il sequestro del mezzo
Il fermo del sedicenne albanese, avvenuto nella serata stessa, rappresenta un primo, decisivo passo nell'inchiesta, ma gli agenti non escludono di dover ascoltare altri testimoni per avere un quadro completo di quanto accaduto nei concitati minuti precedenti l'aggressione. Il sequestro del bus della linea 7, un atto dovuto per consentire alla scientifica di effettuare tutti i rilievi del caso, dalla ricerca di tracce ematiche a quelle di impronte digitali, testimonia la volontà di non lasciare nulla al caso, in un'indagine che si preannuncia complessa anche per la giovane età dei soggetti coinvolti. L'eco dell'accaduto ha già varcato i confini del quartiere di Rivarolo, riportando l'attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi pubblici e della devianza minorile, sebbene gli investigatori, per ora, mantengano il massimo riserbo sui dettagli del fermo e sulle motivazioni che avrebbero portato un ragazzo di soli sedici anni a impugnare un'arma contro un coetaneo.




