L’accoltellamento sul bus a Rivarolo e il fermo del 15enne, i sindacati: «Sui mezzi pubblici serve un intervento strutturale per la sicurezza»
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Redazione Interno
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La serata di sabato 28 febbraio, a bordo di un autobus Amt della linea 7, mentre il mezzo percorreva piazza Pallavicini, nel quartiere genovese di Rivarolo, si è consumata una vicenda di sangue che ha riportato il tema della sicurezza nei trasporti pubblici al centro del dibattito cittadino. Un ragazzo di 14 anni, di origine tunisina, è stato accoltellato al termine di una lite, stando a una prima ricostruzione, scaturita per difendere il fratellino più piccolo. Il giovane, trasportato d’urgenza all'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per le ferite riportate all’addome e a un braccio e, seppur in condizioni stabili, si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva. Gli agenti della squadra mobile, diretti da Carlo Bartelli, hanno prontamente identificato e fermato il presunto aggressore, un quindicenne italiano di origine albanese, già noto alle forze dell'ordine, che dovrà ora rispondere dell'accusa di tentato omicidio dinanzi al tribunale per i minorenni.
La denuncia dei sindacati: organici carenti e un problema di sicurezza a tutto tondo
All'indomani del grave episodio di violenza, che ha visto un minorenne soccorrere un altro minorenne in un contesto di ordinaria quotidianità come un viaggio in autobus, le rappresentanze sindacali dei lavoratori del trasporto pubblico hanno alzato la voce. La Fit Cisl Liguria, attraverso una nota, ha riportato l'attenzione su una problematica annosa, ovvero quella della sicurezza a bordo dei mezzi, denunciando come i numeri, a volte rassicuranti sulle carte, non corrispondano alla percezione e alla realtà vissuta quotidianamente da chi guida e da chi usufruisce del servizio. «Manca il personale a tutti i livelli in Amt», si legge nella nota, «dagli autisti fino alle figure che potrebbero dare un supporto concreto in materia di sicurezza», una carenza di organico che amplifica la sensazione di vulnerabilità e che, di fatto, lascia i lavoratori spesso soli di fronte a situazioni di tensione che degenerano. Pur nel dramma, il sindacato ha voluto comunque rimarcare il comportamento esemplare del conducente del bus, che non solo ha fermato immediatamente il mezzo allertando i soccorsi, ma si è anche adoperato per prestare le prime assistenze al ragazzo ferito, dimostrando sangue freddo e senso di responsabilità in un frangente di certo non facile.
Filt Cgil: «Norme repressive non bastano, servono risorse vere e prevenzione»
Sulla stessa lunghezza d'onda, ma con un focus critico rivolto anche alle politiche governative, si è espressa la Filt Cgil, che attraverso il segretario Andrea Gamba ha parlato di una situazione ormai divenuta inaccettabile. Il sindacato, pur lasciando agli inquirenti il compito di fare piena luce sulla dinamica precisa della lite e sulle responsabilità individuali, ha utilizzato l'episodio della Valpolcevera per sottolineare come gli sforzi compiuti a livello territoriale – si pensi ai tavoli di monitoraggio, all'impiego di guardie giurate in alcune fasce orarie o alla videosorveglianza – rischino di essere vanificati da un approccio nazionale che definiscono carente. «Dal governo arrivano solo proposte repressive che comprimono le libertà individuali», dichiarano dalla Filt, «mentre nel decreto Sicurezza non è stata recepita alcuna delle misure elaborate dal Tavolo nazionale per la sicurezza del trasporto pubblico locale». La sicurezza, secondo la categoria, non si costruisce soltanto inasprendo le pene o con un controllo meramente punitivo, ma mettendo a disposizione risorse adeguate e strumenti di prevenzione efficaci che partano dall'educazione nelle scuole e arrivino a un presidio strutturato e costante del territorio, con un coordinamento che non può essere lasciato alla sola iniziativa dei sindaci.
La richiesta del Siap: un coordinamento stretto tra polizia locale e forze dell'ordine
Alla richiesta di interventi più incisivi si è associato anche il Siap, il Sindacato italiano appartenenti polizia, che per voce del segretario generale provinciale Roberto Traverso ha posto l'accento sulla necessità di un salto di qualità nella gestione dell'ordine pubblico in città. L'accoltellamento di sabato sera, secondo il sindacato di polizia, dimostra come episodi di violenza, anche gravi, possano verificarsi in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, rendendo indispensabile un «approccio coordinato e strutturato» tra tutte le forze operative. In particolare, il Siap ha evidenziato l'urgenza di integrare al meglio l'operato della polizia locale con quello delle altre forze di polizia, superando logiche di compartimentazione per creare una rete di sicurezza più fitta e reattiva. Questo, a maggior ragione, in un contesto nazionale dove i reati violenti commessi da minori, caratterizzati spesso da un alto tasso di violenza – come aveva sottolineato il presidente della Corte d'Appello, Elisabetta Vidali, all'inaugurazione dell'anno giudiziario – destano crescente allarme e richiedono risposte che vadano oltre l'emergenza del singolo evento. Il bus sequestrato, con le sue telecamere di bordo, rappresenta ora un elemento cruciale per la scientifica per ricostruire gli istanti precedenti e successivi all'aggressione, mentre il quindicenne fermato attende l'interrogatorio di convalida.




