Funerali di Matteo Formenti a Chiari, il dolore di chi lo amava: «Voleva salvare Michael»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici di Chiari, quel 28 giugno, hanno segnato una giornata di lutto che pesava come una pietra. In piazza Zanardelli, alle 15, si sono radunati amici, parenti e colleghi per dare l’ultimo saluto a Matteo Formenti, il bagnino di 37 anni trovato senza vita due giorni dopo essersi allontanato da casa. Un dolore che si è mescolato a quello per la morte di Michael, il bambino di quattro anni annegato il 20 giugno nella piscina comunale dove Formenti lavorava.

«Voleva salvare quel bimbo, non essendoci riuscito ha sacrificato la sua vita», ha detto il parroco durante la cerimonia. Una frase che riassume il tormento di un uomo che, secondo quanto emerso, non era presente al momento dell’incidente perché impegnato in sala macchine, dove era stato mandato a controllare le pompe. Lo zio Fausto, leggendo l’elogio funebre, lo ha descritto come «brillante e trasparente, dal cuore tormentato», mentre i colleghi, in maglia rosa e azzurra, occupavano le panche accanto alla bara.

La procura di Brescia, intanto, ha aperto un’indagine per istigazione al suicidio, concentrandosi sui commenti ricevuti dal giovane sui social network dopo la tragedia. Un aspetto che potrebbe gettare luce sulle motivazioni di un gesto estremo, compiuto in un momento di «lucida disperazione», come ha sottolineato ancora lo zio.

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