Funerali di Matteo Formenti a Chiari, il dolore per il bagnino che "voleva salvare Michael"
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Redazione Interno
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Le bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici di Chiari, ieri, hanno segnato una giornata di lutto cittadino, decretato dal sindaco Gabriele Zotti in memoria di Matteo Formenti, il bagnino di 37 anni trovato senza vita a Cologne due giorni dopo essersi allontanato da casa. La piazza Zanardelli, gremita, e il Duomo, incapace di contenere la folla, hanno accolto chi ha voluto rendere omaggio a un uomo la cui morte ha scosso non solo la sua famiglia, ma l’intera città.
Formenti, assistente bagnanti nella piscina dove il 20 giugno è annegato Michael, un bambino di quattro anni, non aveva retto al peso di quell’evento. «Voleva salvare quel bimbo», ha detto il prevosto Gian Maria Fattorini durante la celebrazione, «e non essendoci riuscito, ha sacrificato la sua vita». Le parole del parroco hanno ripercorso il dramma di un uomo che, secondo chi lo conosceva, aveva vissuto la tragedia con un senso di responsabilità devastante. Accanto ai familiari, anche i volontari della squadra delle quadre di Cortezzano, con cui collaborava, e i colleghi che ne hanno ricordato la dedizione.
La procura di Brescia, intanto, ha aperto un’indagine per istigazione al suicidio, dopo che emerse come Formenti avesse ricevuto commenti aggressivi sui social network in seguito all’incidente. Sebbene non si conoscano ancora i dettagli delle accuse, l’ipotesi è che pressioni esterne possano aver aggravato il suo stato d’animo. Quello di ieri, però, è stato soprattutto un giorno di silenzio e raccoglimento, in cui Chiari ha pianto non solo Formenti, ma anche altri due concittadini scomparsi nello stesso modo, in una settimana segnata da lutti improvvisi.




